Io, La Speranza E La Musica

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WpMetadataNoticeLaatst gepubliceerd maa, feb. 18, 2019
Camminavo mestamente nel parco, ero avvolta dai colori dell'autunno, il mondo era arancio e marrone, sembravo un condannato che si dirigeva sulla forca, mai avrei pensato di fare una cosa del genere. Continuavo a camminare mentre il vento gelido mi tagliava il viso. Speravo con tutto il cuore, che qualcuno potesse aiutarmi, ma questa volta, la scelta era solo mia, anche se potevo sembrare egoista. Andavo avanti, senza sapere dove mi stavo dirigendo, se la mia mente non fosse stata affollata di tanti brutti pensieri, probabilmente mi sarei fatta inglobare da una bella montagna di foglie secche, accumulate lì vicino a me. Ma poi la mia tasca divenne pesante tutta d'un colpo, e mi ricordai cosa stavo custedendo e la presi fuori. Estrassi la busta bianca e mi ancantai a vedere quel bianco immacolato stonare con i colori del parco, poi girai la busta e fissai il sigillo in cera, era davvero una bella lettera, ma le parole scritte nero su bianco all'interno, mi sarebbero sicuramente piaciute di meno.
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Era tutto solo un sussurro, un leggero bisbigliare... Fino a quella notte. La notte della tempesta più furente mai vista negli ultimi secoli. Mentre il mare urlava sotto la furia della burrasca, ho scoperto qualcosa che non avrei mai dovuto trovare. Un oggetto scuro e freddo, liscio al tatto ma graffiato da simboli che non riuscivo a decifrare, come un'ombra che sembrava respirare segreti. Sentivo qualcosa, un mormorio nel fragore delle onde, come se il mare stesse cercando di parlarmi, di rivelare ciò che i Vates Caeli ci hanno sempre tenuto nascosto. Poi capii che quella voce non avrei mai dovuto ascoltarla. Ma ormai era troppo tardi.

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