Favole di Terra e di Ossa

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WpMetadataNoticeLast published Mon, Oct 8, 2018
Chiudi gli occhi. Ascolta il respiro della notte. I rami spogli scricchiolano al vento d'Ottobre e la nebbia si infiltra in ogni crepa e fessura. E nel silenzio nascono storie, gelide come la loro culla d'autunno, che ti sussurrano all'orecchio di tempi passati, di anime tetre, di terra e di ossa. Bianchi presagi di un mondo oscuro. Parole scritte con il sangue, incise nella roccia, fatte di quello stesso buio denso che riesce a gettare ombre anche nelle notti senza luna. Si agitano voci rimaste per troppo tempo mute nella pietra, fanno udire le loro grida di eterni tormenti. Un libro di demoni perduti, di ricordi abbandonati nella fossa, come ossa ormai prive di un nome a cui la terra a poco a poco ha raschiato via il passato.
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Le iridi erano bianche e luminose, i capelli biondi sembravano quasi bianchi, ma era lui. Gli stessi lineamenti, lo stesso volto. Anche lui sembrò realizzare chi lei fosse, per poi scuotere la testa. «Tu.» la voce sembrava alterata, nello stesso modo in cui lo era la sua. Hermione sentì la magia strattonarla dall'interno, e quasi spontaneamente aprì le mani, lasciando che l'attraversasse. Fasci dorati uscirono dai suoi palmi mentre si avvicinava quasi involontariamente. «Sei tu.» ripeté lui. Qualcosa le urlava nelle orecchie, chiedendole di andare più vicino, molto più vicino di così. Hermione tentò di lottare contro quella sensazione, invadente e troppo forte anche per lei. Un passo avanti. Poi un altro. Si rese conto che ormai tutto il suo corpo scintillava di magia, perché anche quello di lui lo faceva. «Che sta succedendo?» riuscì a sillabare, con una voce che non era sicura fosse la sua. Non ebbe il tempo per pensare. Qualcosa le artigliò il viso, mani incandescenti di magia, e lei vi posò le sue sopra. Mentre la magia bruciava, sentì le labbra di lui sulle sue. Ed il mondo esplose. A/B/O senza i tratti animaleschi. Draco Alpha, ma non morde nessuno.

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