Il coraggio di amare

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WpMetadataNoticeLast published Sat, Nov 24, 2018
Il ticchettio delle lancette dell’orologio riecheggia nella stanza, riempendo il silenzio che ormai accompagna inesorabilmente la ragazza, stesa sul proprio letto a fissare ogni piccola crepa del soffitto. Le piace pensare che un giorno quelle crepe spariranno magicamente, e nell’attesa di una prova tangibile dell’esistenza di miracoli, emette un sospiro rumoroso, passandosi una mano sul volto. Sophie sa benissimo che non può passare tutto il tempo così, in balia delle proprie emozioni. Il peso sul petto si fa sempre più forte, il respiro diventa corto, la vista si offusca, i pensieri sono sconnessi. Non di nuovo, maledizione. Aiutandosi con le proprie mani, si dà uno slancio sul materasso, in modo da raddrizzarsi con la schiena osservando poi il cielo fuori. Il cielo è completamente coperto da nuvole grigie e imponenti, nemmeno il vento sembra essere in grado di farle smuovere. E se le nuvole fossero una metafora della propria negatività? Smettila, Sophie. Ripetendosi mentalmente queste due parole ripetute volte, si dirige verso il proprio armadio, afferrando una maglia a maniche lunghe e la rispettiva giacca, che si affretta ad indossare. Il tempo non è certamente dei migliori, ma non ha intenzione di spendere un secondo di più in quelle mura. Quelle mura che ormai conosce a memoria, che le fanno credere di essere in trappola, che non ci sia via d’uscita. Afferra il proprio cellulare, controllando il display. Nessuna notifica. Lo infila con cura nella tasca dei propri jeans, per poi incamminarsi verso la porta di casa. Prima di aprire la porta, si perde qualche secondo a osservare la sala inesorabilmente vuota.
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₊ ⊹ · ₊ ⊹ · "Il mondo correva troppo veloce e io, anche a ventiquattro anni, continuavo a sentirmi un bambino con la gambe troppo corte per starci dietro. Come Alice nel Paese delle meraviglie, mi sentivo troppo piccolo per quel mondo gigantesco. Tutto era sempre stato 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼. Soprattutto la paura. E il rimorso." ₊ ⊹ · ₊ ⊹ · "Un piccolo soffione in un campo di girasoli. La metafora della mia vita. Quando alzai lo sguardo, il mio cuore saltò qualche battito. Perché Taehyung ne aveva raccolto uno. «Siamo in una distesa enorme di girasoli e tu scegli un soffione? L'ho sempre detto che sei strano» lo presi in giro, anche se il cuore aveva iniziato a battermi un po' più forte. Mi faceva male il petto. «A me sembrano magnifici, molto più di rose o tulipani» si strinse nelle spalle, accarezzando con delicatezza il fiore. Era quello il modo in cui mi avrebbe trattato se glielo avessi permesso? «I soffioni sono poetici, non trovi? Nel loro modo di volare verso l'alto... Come se fosse una magia. Come se fossero liberi» a voler provare il suo punto, ci soffiò sopra, lasciando che i vari petali volteggiassero in aria. Dando vita ad uno spettacolo mozzafiato. Non riuscivo a fare altro che osservarlo, con gli occhi lucidi e il cuore che correva, anche più del mondo che tanto odiavo. In quel momento, irrazionalmente, pensai che avrei potuto annegare in quegli occhi. Che, per Taehyung, forse avrei potuto rallentare." ₊ ⊹ · ₊ ⊹ · 『 They say love is pain, well darling, let's hurt tonight↷ If this love is pain, then honey let's 𝗹𝗼𝘃𝗲 tonight 』 ₊ ⊹ · ₊ ⊹ ·

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