CONGELATA

CONGELATA

  • WpView
    Reads 1,026
  • WpVote
    Votes 64
  • WpPart
    Parts 7
WpMetadataReadMatureOngoing
WpMetadataNoticeLast published Sat, Feb 15, 2020
Congelata. Un aggettivo che mi calza a pennello. Sono bloccata, ferma, immobile. Mi trovo davanti ad un bivio e non so che strada prendere, ma piuttosto che rischiare di imboccare quella sbagliata preferisco non fare nemmeno un passo. E l'anoressia, per me, è proprio questo. In queste pagine vi racconto la mia storia. "Ma la verità è che non tutte le storie hanno un inizio e una fine. Alcune vicende sono semplicemente un susseguirsi di fatti, un intreccio di vicissitudini talmente annodato da sembrare incomprensibile in primo luogo a chi le vive e poi a chi le legge. Ci sono storie che non sono nate per essere raccontate -anche se magari il loro destino sarà comunque quello- e che quindi non possono essere ordinate in capitoli, né tanto meno riassunte in un indice. Forse è per questa precisa ragione che oggi vi sto raccontando la mia storia da un letto di ospedale, senza avervi prima detto che cosa mi ha portata fin qui né verso dove -o meglio cosa- io sia diretta."
All Rights Reserved
Join the largest storytelling communityGet personalized story recommendations, save your favourites to your library, and comment and vote to grow your community.
Illustration

You may also like

  • Absence
  • 𝒀𝒐𝒖 𝑶𝒓 𝑯𝒊𝒎 ? - 𝓁𝒶 𝓂𝒾𝒶 𝓇𝒾𝓃𝒶𝓈𝒸𝒾𝓉𝒶
  • Melancholy: oltre il buio
  • La cosa più meravigliosa al mondo
  • CRUSH   Impatto proibito
  • We are
  • Melancholy 2: verso la luce
  • Ricordati di vivere
Absence

Ero caduta miliardi di volte ed era sempre stato più difficile per me rialzarmi, ma in un modo o nell'altro ci ero sempre riuscita grazie a me stessa. Mi ero sempre fermata prima di spingere la lama del temperino verso la profondità più pericolosa e letale del mio polso. Avevo osservato la strada attraversata dalle macchine in corsa parecchie volte dal terrazzo dell'ultimo piano del grattacielo dove abitava mia nonna. Mi appoggiavo alla ringhiera e guardavo la strada con i pugni chiusi lungo i fianchi, la testa bassa, i tagli sulla pelle, le nocche bianche, le lacrime agli occhi e la voglia di morire stampata in faccia, ma alla fine mi asciugavo le lacrime e mi costringevo a tornare dentro casa. 'Forse c'è ancora una speranza', dicevo a me stessa prima di crollare di nuovo, tornare su quel palazzo e ripetere sempre la stessa routine. [Story Of My Life]

More details
WpActionLinkContent Guidelines