{ Mito di Giacinto | Modern!AU }
La predestinazione, la reincarnazione non sono concetti a cui tutti credono.
Eppure Giacinto ha trascorso la propria intera vita a disegnare un volto mai visto prima, ma chiaro come il sole nella sua mente: quello di Apollo.
Questa è la loro storia, millenni dopo il loro primo incontro.
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"Eccola, la sua condanna: era un fiore che non poteva crescere.
Di fronte a quel giovane, il volto illuminato da un sorriso fiero sulle labbra cesellate, Giacinto si era sciolto e aveva perso tutte le parole, ogni facoltà di pensiero. Cosa poteva dire? Cos'era giusto dire? Cos'era il caso di dire proprio a lui, per far sì che restasse ancora un minuto, dieci, anche per sempre se lo desiderava?
I suoi occhi celesti, quei capelli di grano ondulato raccolti forse in una coda, forse in uno chignon che non vedeva. La pelle ambrata coperta da una camicia chiara e dei jeans che fasciavano i muscoli delle gambe. Pareva una statua.
E Dio, era bellissimo."
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Salve a tutti!
Prima di tutto vi ringrazio per aver aperto questa storia.
Di solito non mi dilungo mai nelle note iniziali, ma in questo particolare caso ci tenevo a fare delle precisazioni che non mi andava di rimandare alle note di fine capitolo. Questa storia è una rivisitazione in chiave moderna del mito di Giacinto. Ho cercato di rendere più attuali alcuni avvenimenti di quest'ultimo adattandoli ai nostri tempi e di toccare sia gli aspetti più leggeri che più tristi del mito.
I personaggi sono delle mie interpretazioni, basate sulle diverse versioni della storia e sui tratti caratteristici ricorrenti dei suoi protagonisti.
Mi è sempre piaciuta la mitologia greca, ma mentirei se dicessi che ne sono esperta: ho cercato comunque di informarmi e di fare un lavoro accurato, che spero apprezzerete.
Buona lettura!
Un incidente. La perdita di anni importanti di ricordi, persone, esperienze. Olivia ha una vita da ricostruire, Julien cerca di tenere insieme la sua relazione senza crollare mentre la vita va avanti e niente si ferma. Tutti sono pronti ad aiutarli... o forse no