These four walls

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Jul 8, 2014
Ho letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all'estremità della spina dorsale. Si chiama luz in ebraico, e non si decompone dopo la morte nè brucia nel fuoco. Da lì, da quell'ossicino l'uomo verrà ricreato al momento della resurrezione dei morti. Così che per un certo periodo ho fatto un piccolo gioco: cercavo di indovinare quale fosse il luz delle persone che conoscevo. Voglio dire, quale fosse l'ultima cosa che sarebbe rimasta in loro, impossibile da distruggere e dalla quale sarebbero stati creati. Ovviamente ho cercato anche il mio, ma nessuna parte soddisfaceva tutte le condizioni. Allora ho smesso di cercarlo. L'ho dichiarato disperso finché l'ho visto nel cortile della scuola. Subito quell'idea si è risvegliata in me e con lei è sorto il pensiero, folle e dolce, che forse il mio luz non si trova dentro di me, bensì in un'altra persona.
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La Sampo Giulio, mi disse al telefono, che aveva una importante novità per me. "Qualcosa che non avrei mai potuto immaginare", ma che mi coinvolgeva in modo totale. Ero curioso e anche un poco sorpreso, benché non avessi la minima idea di cosa aspettarmi come sorpresa, in quel periodo non attendevo novità su nessun fronte. Da quando mi avevano cacciato dalla scuola che avevamo frequentato insieme per due anni nella stessa classe, nel II° Liceo Artistico di Torino, situato nel periferico quartiere Mirafiori, lui aveva continuato lì, mentre io mi ero dovuto iscrivere al Liceo Artistico allocato in centro città. Il nostro forte rapporto d'amicizia era proseguito, ma non con frequentazione quotidiana, benché ci sentissimo costantemente almeno al telefono. Pertanto gli chiesi di che si trattasse? - Guarda - disse - non ci crederesti mai. - mentre rideva divertito nella cornetta. - Dai, cazzo. Che storia è? Non fare il coglione. Dimmi qualcosa. Ma tenermi sulle spine lo divertiva troppo. Disse solo: - Ti ricordi di Sampo? Beh! Certo. Non era un nome nuovo: Luisa Samperi, detta "Sampo" o "Cicci", la ricordavo eccome.

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