These four walls

These four walls

  • WpView
    LETTURE 1,360
  • WpVote
    Voti 47
  • WpPart
    Parti 19
WpMetadataReadIn corso
WpMetadataNoticeUltima pubblicazione mar, lug 8, 2014
Ho letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all'estremità della spina dorsale. Si chiama luz in ebraico, e non si decompone dopo la morte nè brucia nel fuoco. Da lì, da quell'ossicino l'uomo verrà ricreato al momento della resurrezione dei morti. Così che per un certo periodo ho fatto un piccolo gioco: cercavo di indovinare quale fosse il luz delle persone che conoscevo. Voglio dire, quale fosse l'ultima cosa che sarebbe rimasta in loro, impossibile da distruggere e dalla quale sarebbero stati creati. Ovviamente ho cercato anche il mio, ma nessuna parte soddisfaceva tutte le condizioni. Allora ho smesso di cercarlo. L'ho dichiarato disperso finché l'ho visto nel cortile della scuola. Subito quell'idea si è risvegliata in me e con lei è sorto il pensiero, folle e dolce, che forse il mio luz non si trova dentro di me, bensì in un'altra persona.
Tutti i diritti riservati
Entra a far parte della più grande comunità di narrativa al mondoFatti consigliare le migliori storie da leggere, salva le tue preferite nella tua Biblioteca, commenta e vota per essere ancora più parte della comunità.
Illustration

Potrebbe anche piacerti

  • All the same mistakes
  • Impossible is Nothing
  • Morta Dentro
  • Noi siamo l'amore ♡
  • L'incontro
  • One day changed my life
  • SHADOW//5SOS
  • Andava tutto bene...
  • Rivisitazione di divergent

Questa storia non è mia, l'ho presa da efp, la scrittrice si chiama eledifra, è molto brava... buona lettura "Ero a pezzi, fisicamente e mentalmente. Stavo cercando disperatamente di dire quello che pensavo, ma la mia gola era chiusa e non riuscivo a respirare dal dolore: "A-Avete la minima idea di quello che ho dovuto sopportare? Di quello che ancora sopporto, tutti i giorni?" Li guardai con sfida. Due di loro era chiaramente confusi, come se non avessero la minima idea di cosa stessi parlando. Liam e Niall, invece, abbassarono lo sguardo. [...] "Per favore, Taylor! Lasciati aiutare." Liam mi stava supplicando, ma i suoi occhi non riuscivano a scollarsi dalle mie braccia. Niall era così disperato che per poco non si metteva a piangere. Dieci minuti dopo questo teatrino mi abbandonai alle lacrime, lasciandomi scivolare lungo il muro del bagno. Basta, ora basta. Srotolai le bende bianche e voltai le braccia verso di loro. E proprio in quel preciso istante, la porta si aprì, e Zayn entrò nella stanza. No, lui no. Lui non doveva vedere i tagli, non potevo permetterlo. I suoi occhi saettarono verso le mie braccia scoperte, e la sua espressione cambiò di colpo."

Più dettagli
WpActionLinkLinee guida sui contenuti