Story cover for Two. || 5sos by funklou
Two. || 5sos
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Concluída, Primeira publicação em mai 31, 2014
Al Norwest Christian College le cose vanno così: o sei popolare, o non sei nessuno. Ma c'è anche chi, oltre ad essere popolare, è anche misterioso, quasi pericoloso. E nessuno sta vicino al pericolo. Tutti sapevano quello che Luke Hemmings e i suoi amici avevano fatto.
Ricordatevi solo una cosa: le scommesse e i segreti hanno delle conseguenze.  Dal secondo capitolo:
"A me, invece, non sembri un tipo così pericoloso. Forse strano" affermò Avril, senza distogliere l'attenzione dal suo libro.
"Due." Si guardò intorno, in cerca di un banco libero.
"Due?" 
"Due."
"Cosa significa?" Alzò lo sguardo e lo guardò confusa.
"Sinceramente? Nulla. Quando non so cosa rispondere, o quando non voglio rispondere, dico due." Scrollò le spalle, come se fosse la cosa più ovvia e si allontanò.
"Questo conferma la mia teoria, Hemmings."
Doped!Luke
Scene di droga esplicite. Se ne siete sensibili, non aprite.
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69 Things That I Hate About You || Ashton Irwin, de Liviuz_
13 capítulos Concluída
- Perchè mi odi? - Guardai la luna. Prenderlo a calci, o non prenderlo a calci? Questo è il dilemma. Ma dopotutto la sua domanda era legittima. - Ti potrei elencare almeno mille motivi per cui ti odio. - - 69. - 69. Certo... Esisteva qualcuno con una mentalità ancora più disturbata della sua? - "69" cosa? - - Ti rendo la cosa più semplice. Voglio 69 cose che odi di me. - - Perchè 69? - - Così. E' un numero che mi piace. - rispose alzando le spalle. Ci pensai su. - Rendiamo tutto più interessante. Scommettiamo. - sbottò lui improvvisamente. - Scommettiamo? - domandai sconcertata. - Sì. Se non riesci a trovare 69 cose che odi di me... mi farai conoscere tua sorella. - - E se vinco io cosa ci guadagno? - - Decidi tu. - rispose con malizia. Mi guardai attorno, per poi appoggiare lo sguardo ancora su di lui. - Anche se poi sono convinto che non vincerai mai. Insomma, sono perfetto. - - La convinzione fotte, Irwin. - feci incastrando il mio sguardo nel suo. - E voglio un viaggio, per Los Angeles. - - Vuoi fare la piccola viaggiatrice? - - No, voglio rivedere un ragazzo. - *** Storia inventata di sana pianta, in alcuni punti potreste trovare errori di battitura, ma sono umana, quindi non uccidetemi. Questa storia si trova anche su EFP, dubito che qualcuno voglia rubarmela quindi evito di minacciare qualcuno come la metà delle scrittrici che seguo. Buona lettura! PS. Primo "libro", ci sarà un sequel
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M’accostai al lavello posto sul bancone di dirimpetto all’isola che faceva anche da tavolo, sfilai delicatamente un bicchiere dalla credenza e lo riempii d’acqua; la bevvi tutta d’un sorso, poi ne presi un altro e, tra lo scroscio dell’acqua, sentii una porta aprirsi, ma continuai nel mio intento. Rimasi tuttavia sorpresa quando dovetti constatare che non era Joy, ma Calum, che teneva lo sguardo basso e la mandibola costantemente chiusa in una smorfia di dolore e rabbia; aprì il frigo e vi frugò dentro, facendo strusciare i ricci sconvolti contro il legno dell’esterno. Si girò, probabilmente per essersi sentito osservato, e mi guardò con sguardo impassibile, fermo e piatto come la secca che sta in mezzo al mare. Fui sul punto di parlare, giusto per presentarmi, ma lui mi precedette. “Che cazzo ti guardi?!” disse senza neanche un minimo di vergogna. ** “Che cazzo ti guardi tu, stronzo!” pensai nella mia testa, girandomi vorticosamente tra le coperte. Gentile, educato, modesto, calmo e simpaticissimo! “Sì, come un tacchino che ti morde il culo guarda!” mi ritrovai a borbottare tra me e me,contestando ardentemente la frase di Joy.