Story cover for Bianconero by marty_2
Bianconero
  • WpView
    MGA BUMASA 7
  • WpVote
    Mga Boto 0
  • WpPart
    Mga Parte 1
  • WpView
    MGA BUMASA 7
  • WpVote
    Mga Boto 0
  • WpPart
    Mga Parte 1
Ongoing, Unang na-publish Dec 29, 2018
Avrei dovuto imparare a fingere, fingere di stare bene. 
Fingere di essere felice con la mia famiglia. 
Fingere di divertirmi con i miei amici.
Fingere di riuscire a provare delle emozioni, sebbene non volessi nulla al di fuori della morte. 
Il mio cuore, lo sentivo dolorante nel petto; La mia anima sembrava volesse uscire dal mio corpo e la mia mente non riusciva a ragionare, assecondava le emozioni e si lasciava trasportare da esse. Io sapevo che era questo che mi avrebbe distrutto perciò decisi che le carte in tavola sarebbero dovute cambiare. Dovevo riuscire a creare una corazza intorno al cuore che potesse impedire a qualsiasi emozione o sentimento di entrarvi. Ma dovevo farlo senza che nessuno se ne accorgesse. Dovevo riuscire a dividere il corpo dall' anima, pur sapendo che non avrei mai raggiunto la felicita, cosciente del fatto che fosse l'unico modo per vivere in pace, se non con me stessa, con il resto del mondo.
All Rights Reserved
Table of contents

1 parte

Sign up to add Bianconero to your library and receive updates
o
#382realtà
Mga Alituntunin ng Nilalaman
Magugustuhan mo rin ang
Un qualcosa al giorno... ni ZDAleo
107 parte Kumpleto
Hai mai sentito la necessità di scrivere come unica salvezza? Hai mai sentito di essere arrivato così vicino a un punto di non ritorno? Hai mai sentito il tutto e il nulla nello stesso istante? Ti sei mai perso? Ti sei mai ritrovato? Tu sai chi sei? Io, no... No, non è una storia, è più un diario, o forse nemmeno, forse è solo un blocco degli appunti. Frasi che dovrebbero forse rimanere per sempre nel mio pc. Lo so, un conto è pubblicare di nascosto e in anonimo, un conto è pubblicare quando si ha la consapevolezza che quel qualcosa potrebbe essere davvero letto. Ho sempre scritto, scritto tanto, scritto per me, per darmi le motivazioni giuste, scritto perché non potevo fare altrimenti. E ho deciso di osare. Ho deciso di condividere queste parole con te perché: 1. Le mie domande non troveranno mai le risposte. 2. Non si può cancellare quello che si prova, ma il tempo tende a distorcere la realtà, ciò che si scrive rimane per sempre. 3. Scrivere non mi farà stare bene, ma mi fa sempre stare meglio. 4. Tu che stai leggendo queste parole forse puoi ancora fare qualcosa per non arrivare a questo punto, magari puoi ancora cambiare, renderti conto di quello che hai e costudirlo come si deve. Puoi prendermi come cattivo esempio da non seguire e puoi evitare i miei errori. Puoi lasciarti ispirare dalle mie parole e prendere il meglio. Puoi trovarne conforto in un momento buio. Puoi trovare le tue motivazioni tra le mie. Puoi piangere con me, ridere con me, o piangere per me o ridere di me. Puoi usare le mie parole, puoi commentare le mie parole, puoi farle tue, puoi aiutarmi. Se vuoi, da oggi, oltre alle solite storie, ff, racconti, hai la possibilità di leggere un qualcosa di diverso... #unqualcosaalgiorno, che poi magari troverò anche un modo migliore per chiamare questa "storia" (?) ma nel frattempo va bene così... Va bene così... Come ti senti oggi? Scegli un numero e cerca le parole...
Le cose che non ti ho mai detto (ma che ho scritto). ni rosjna
41 parte Kumpleto Mature
Crescere in un ambiente disfunzionale significa apprendere l'amore attraverso forme distorte. Significa imparare a decifrare i silenzi, a intuire l'umore prima ancora che si manifesti, a camminare sulle punte delle emozioni per non disturbare troppo. Si diventa bravi a nascondersi, ad adattarsi, a sopravvivere. E quando, più avanti, la vita ti mette davanti una persona che ti guarda negli occhi e ti dice: "Puoi essere te stessa, io resto", non sai da dove cominciare. Una relazione sana, per chi è stato abituato al caos, non è subito una carezza. È un urto. È uno schiaffo d'amore che spiazza. Ti ritrovi a domandarti se sia reale, se sei tu a non essere all'altezza, se davvero meriti quella calma che non hai mai conosciuto. Perché la calma - quando non sei mai stato in grado di viverla - fa paura. È per questo che, dentro a questa storia d'amore, troverete note che sembrano deviazioni. Momenti di scrittura che non parlano direttamente di lui, ma di me. Della me che ha cercato, con tutte le forze, di imparare ad amare senza autodistruggersi. Scrivo perché sento. Scrivo perché il dolore, se lasciato a se stesso, tende a fare eco. Ma se gli si dà voce, se gli si offre uno spazio, si addolcisce. Diventa compagno, non più nemico. Non troverete in queste pagine un amore perfetto. Troverete un amore che, con ogni imperfezione, ha salvato due persone. E che mi ha insegnato che non si è mai troppo rotti per imparare a ricevere tenerezza. Se leggerete con il cuore, capirete. E se, come me, avete avuto paura della felicità... spero che queste parole vi offrano riparo, e coraggio.
RESET ni Shakyleeyah
18 parte Kumpleto
Un bambino, nel suo percorso di crescita, cade e si rialza continuamente. Ogni caduta lo avvicina al suo obiettivo, senza paura del fallimento. Non pensa alle conseguenze, ma continua a provare. Noi adulti, invece, spesso ci fermiamo per paura di non farcela. Ogni volta che cadiamo, le nostre insicurezze ci paralizzano. L'ansia ci fa dubitare delle nostre capacità e ci spinge a evitare il rischio di fallire. A volte non ci rialziamo nemmeno, per paura del dolore che potrebbe seguirci. Eppure, ci sono persone che, nonostante le difficoltà, riescono a fare ciò che il bambino fa naturalmente: rialzarsi e ricominciare. Non è facile. Io, ad esempio, mi sono persa prima di trovarmi. Ora mi trovo in un limbo, dove, pur avendo la forza fisica di camminare, la mia mente è paralizzata dall'ansia. I traumi passati e le ferite non guarite mi tengono bloccata in un ciclo di paura e incertezze. Il futuro mi appare minaccioso e la mia autostima fragile non mi permette di andare avanti. Le gambe sono pronte a muoversi, ma la mente è intrappolata nei pensieri ansiogeni. Qui non troverete soluzioni facili. Vi racconterò la mia storia, perché credo che sapere che qualcun altro sta vivendo la stessa cosa possa essere più utile di mille "meditazioni" o "respirazioni profonde". Queste tecniche sono utili, ma ciò che aiuta davvero è capire che non siamo soli. Non siamo gli unici ad avere un passato difficile o a sentirci intrappolati. Sì, sembra che tutto vada storto, ma va bene così, per il momento. Accetto di stare nel mio fango, ma ho deciso di riprendere il controllo. Voglio cambiare il mio modo di pensare, voglio ricominciare a camminare. Per questo ho scelto il nome "RESET". È come se fossi appena nata. Non ci sono genitori che mi incoraggiano, ma c'è uno psicoterapeuta che mi spinge a non arrendermi. Il primo consiglio che vi do: affidatevi nelle mani giuste, perché solo chi sa dove si trova può aiutarvi a ritrovare voi stessi.
Magugustuhan mo rin ang
Slide 1 of 9
Combatti  per vivere [IN REVISIONE] cover
Rinascere dalle proprie ceneri cover
Un qualcosa al giorno... cover
M'illumina D'immenso cover
Nel mondo delle fragilità  cover
Le cose che non ti ho mai detto (ma che ho scritto). cover
Ostacoli del cuore  cover
RESET cover
𝙀𝙙𝙞𝙡𝙡𝙤𝙘 cover

Combatti per vivere [IN REVISIONE]

47 parte Kumpleto Mature

"Non arrenderti combatti,se cadi rialzati,la vita è fatta per essere vissuta;non bloccarti per un conveniente superalo,fa vedere come sei,sii forte, se la vita ti dà 100 opportunità per crollare tu danne 1000 per rialzarti, non rinunciare ai tuoi sogni " avevo 14 anni quando mia madre prima di esalare l'ultimo respiro mi disse queste parole e io non so come abbia fatto lei a essere forte a non crollare perché io a quella età non capivo perché mio padre doveva picchiare mia madre e me perché doveva tornare sbronzo ogni volta a casa perché mio padre non era degno della stessa parola padre? Mi sono sempre posta questa domanda fino a quel giorno fino alla morte di mia madre,vidi la sua morte vidi mio padre picchiare a sangue fino a farla morire,fino a qual giorno mi supponevo quella domanda ma poi capì che non c'erano risposte per le miei domande che era inutile cercale,da lì capii che era inutile urlare gridare piangere opporre resistenza quando mio padre mi picchiva, non trovavo le forze per tirarmi su, non trovavo la forza che tanto mia madre mi aveva chiesto , ero sola non c'era nessuno mi sono dovuta alzare da sola dopo che mi picchiva da lì ho capito che il dolore che provavo sul corpo in confronto a quello che avevo dentro era niente che il dolore non esige di essere fatto sentire perché ti corrode ti distrugge e io non devo provare dolore devo essere forte