*Orquìdea Salvaje* ~Prossimamente~

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WpMetadataNoticeLast published Sun, May 5, 2019
Per voi sono Cattleya García. Per tutti loro sono un'orchidea selvatica. Per chi mi conosce sono Elenor. Quindi in realtà chi sono? Sono temibile. Fatale. Distruttiva. Vogliosa. Letale. Per tutti sono Claus. Ho scordato il mio cognome. Non ho ricordi di me da bambino. Solo ciò che mi ha detto Don Camilo. A lui devo la mia vita. Quindi in realtà chi sono? Un uomo d'onore. La vista, l'udito, l'olfatto e la voce di Don Camilo. Lui é il nemico, io sono il nemico. Non esistono buoni in questo scontro a fuoco aperto, perché la vendetta porta il mio nome. Il nome di un orchidea selvatica. Cattleya. Lei è pericolosa, io sono pericoloso. Non esiste quiete dentro questa tormenta, Perché siamo autodistruttivi, troppo vendicativi. Abbiamo mosso le pedine nella scacchiera, ma chi sarà a fare l'ultimo passo, dichiarando: Scacco matto!
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#19
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[Completa] Matilde è criptica, solitaria. Esce poco e odia la confusione. Se ne sta spesso a guardare dalla finestra il paesaggio collinare per cercare di trovare qualche sfumatura diversa dal solito grigio perenne, in cui è sprofondata la sua anima. Resta immobile a ogni movimento, a ogni carezza, a ogni sorriso. Ha quasi il terrore dei gesti improvvisi, non calcolati. Lei deve prevedere tutto, come in una partita a scacchi. Nulla, però, è stato scritto, solo il malefico destino sa cosa sta accadendo. Samaele, un essere insignificante, dimenticato dal resto del mondo. Segregato in una famiglia che lo odia per il colore dei capelli, per le centinaia di efelidi e la carnagione bianca come il latte. Uno sbaglio della natura, un errore al quale si deve rimediare con la morte. Per lui non c'è scampo, reso inerme dalle emozioni contrastanti e dalla cattiveria della gente. Saranno legati da uno strano fato, si riconosceranno simili rispetto alla vita che li odia dal giorno in cui sono nati, due anime dimenticate da Dio e dall'universo stesso. Una promessa che nessuno potrà mai estinguere, ma chi sta mentendo? Chi sta solo giocando a una partita a scacchi? "Sarebbero passate milioni di stagioni, ma non c'era fine a quel loop eterno. Lei non provava emozioni, le aveva dimenticate come si faceva con gli oggetti inutili: buttati in un angolo della casa e lasciati lì a marcire. Non si sarebbe data pace, nemmeno le sue grida di pietà potevano intenerirla, perché prima o poi tutto aveva una fine, una data di scadenza. Avrebbero avuto la possibilità di rinascere, partire da zero senza sapere cosa il futuro avrebbe avuto in serbo per loro. "

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