Becoming Death, non sfidare la morte

Becoming Death, non sfidare la morte

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WpMetadataNoticeLast published Wed, Jan 22, 2020
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Fiction
Paranormal
Un'incidente. Ormai sono all'ordine del giorno. Ne parlano ogni sera al telegiornale e magari noi non ci facciamo neanche più caso, non ascoltiamo più la voce della giornalista che ci parla di auto fracassate, gente ferita o - persino - caduta fra le braccia della morte. Magari una figura comparsa dal nulla ti si para in mezzo alla strada, cerchi di frenare in fretta, sterzi il volante, ma non ti fermi in tempo. Magari quella non è neanche una persona. Magari la tua vita da quel momento non ha più lo stesso significato. Magari... non puoi neanche più considerarla 'vita'. 𖠄 *ೃ Una risata roca risale dalla sua gola, mi prende per le spalle. "Proprio non capisci, vero? Qualunque cosa tu avessi fatto il tuo destino non sarebbe cambiato: è tutto scritto, e noi miseri mortali non possiamo fare niente per cambiare il corso degli eventi" Mi libero dalla sua stretta. "Io non credo nel destino" Scuote la testa rassegnato. "Sei la Morte, Pandora. Ora tu sei il nostro destino"
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#76
death
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"Di cosa parla?" Parla di un soffitto che ride e delle scale che si arrampicano sulle nuvole. Parla di parole che evaporano e ritornano camminando all'indietro, di lampade che diventano specchi e ti guardano dentro con occhi di gatto. Parla di biblioteche abitate da insetti filosofi e di un telefono che non squilla mai ma sa tutti i tuoi segreti. Parla di predoni di luce che bussano alle porte dei sogni e di ponti sospesi tra silenzi che diventano il tuo respiro. Parla di un treno che sogna di essere una caramella e di orologi che si sciolgono sui pavimenti di vetro. Parla di sedie che discutono tra loro di geografia invisibile e di finestre che respirano piano come pesci. Parla di un vento che scrive lettere sulle gambe dei passanti e di ombre che si staccano dai muri per fumare. Parla di fiumi rossi che cadono verso il cielo e di scarpe che imparano a cantare prima dei piedi. Parla di tutto ciò che non può essere detto, ma che pulsa come luce negli interstizi del silenzio. Parla di un diario tenuto nello stomaco e di un Lupo che cucina. Parla del tuo doppio , quello che hai lasciato indietro nel deserto, ma che ora bussa con dolcezza alla tua porta dicendo: "O mi guardi o ti prendo il cuore". "il solito fumetto introspettivo?" È un fumetto che non vuole salvarti. Ti accompagna solo nel momento in cui ti accorgi che sei tu la soglia. E che per attraversarla... dovrai smettere di piacere a tutti. Una storia sull'inadeguatezza come forma d'arte, l'ironia come linguaggio segreto e la libertà come qualcosa che non si trova mai là fuori. Un diario che si legge col corpo. Un testo che non può essere chiuso perché il desiderio è sempre in eccesso, mai centrato. La scrittura è emorragia. Niente spiegazioni. Solo sintomi di un'altra gravità.

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