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SUB LEGE LIBERTAS: Cagliari.

SUB LEGE LIBERTAS: Cagliari.

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WpMetadataNoticeLast published Sat, Jul 27, 2019
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Fiction
Mystery
Cagliari può apparire una città come qualsiasi altra. Una delle tante sparse sul territorio nazionale. È una città turistica affacciata sul mare. Questo è quello che si vede sulle cartoline, sulle brochure delle agenzie di viaggi: una ridente località di mare baciata dal sole. Non tutti però sanno che non è tutto oro ciò che luccica. Ogni città ha il suo lato nascosto, il suo lato buio. Quello oscuro, quello che fa paura. A Cagliari fanno paura tante cose, specie nei quartieri di Is Mirrionis e Sant'Avendrace, dove la criminalità e lo spaccio dilagano e proliferano senza freno da molti anni, avendo trovato una zona franca a causa della chiusura del locale Commissariato di Pubblica Sicurezza. Anche al commissario capo Andrea Villa fanno paura tante cose. Gli fa paura aprirsi con le persone e tirare fuori la sua natura profonda. Sa che il suo lavoro, la sua attitudine non gli consentono di dare a nessuno il beneficio del dubbio. E infatti alle volte non lo concede né a sè stesso, né alle persone che ama. Ma sa anche molto bene di esserci nato sbirro e quale sia il reale scopo del suo lavoro. Esso non è arrestare i colpevoli, bensì regalare sorrisi alle vittime. Non vuole arrivare sempre a giochi finiti quando ormai è tardi quasi per tutto e si può solo cadere dal pero per contare le vittime. Vuole esserci sempre e solo quando la gente ha bisogno di lui, di ciò che rappresenta, di ciò che è. E lui sa bene che prima di essere poliziotto è anzitutto un essere umano. Riuscirà a conciliare i suoi ideali con la realtà del mondo? Riuscirà a far rinascere la fiducia nelle istituzioni ed in un paese che ama con la riapertura del Commissariato fantasma che è stato chiamato a dirigere? Riuscirà a vincere le apparenze e gli stereotipi per far capire finalmente ai suoi capi che la donna che ama è anzitutto una persona, anche se viene sempre vista solo per ciò a cui i suoi tratti mediorientali rimandano?
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giallo
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Don't tolerate the intolerant (Karl Popper) «Max, ma noi, su una spiaggia, ci siamo mai frequentati?». «Non mi sembra». «Io non mi sono innamorata di te impressionata dai tuoi bicipiti e dalla tartaruga in stile Ronaldo?». «Non so neanche se ti sei mai innamorata, a dire il vero». Vi presento Maria Carla e Max, la stagionata coppia protagonista di questa storietta. Lei, inconcludente cronica, dice che quello di buffona è l'unico ruolo sociale che sente congenito alla sua persona. Lui è invece un cinico giornalista di carta stampata, alle prese con l'ostica stesura di un saggio sulla guerra. Con gatta vegana al seguito, mossi dall'illusione di potersi riconciliare con il mondo, i due decidono di prendersi una vacanza solitaria nel borgo fantasma di Simiano di Sopra. Ma neanche il tempo di disfare le valige, ed ecco che si ritrovano invischiati in un giallo. Di quelli dei quali vanno ghiotte le cronache estive orfane della politica, avete presente? Il rebus della scomparsa di un'abitante del paese. E riemerge un'antica infedeltà coniugale. In più, a far da contorno: misteriosi ticchettii notturni, gadget fascisti, giornali che si dileguano, uno spione, perfino... Tra l'altro, una stalker pedina Maria Carla e le ortensie che trasporta in borsa sembrano colte proprio nel giardino della loro villa. E insomma, a un certo punto, uno zelante maresciallo mette i due malcapitati sotto torchio, come se in quel garbuglio, c'entrassero qualcosa... È una storia che non li riguarda oppure ha a che fare con il misero fallimento della loro vita? In sogno, il filosofo Marx ammonisce Maria Carla, e per la sua apatia, la condanna alle pene dell'Inferno. Ma lei replica che il mondo, non vuole rivoluzionario: solo trovarci un buco dove cacciar la sua persona. E poi, quando mai s'è visto un comunista tirare in ballo l'Inferno? Allora le ideologie sono davvero sul viale del tramonto... Allora dietro l'angolo, si affaccia davvero la rivoluzione!

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