Non esiste la perfezione

Non esiste la perfezione

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Jun 24, 2014
Prendo lo zaino corro in cucina prendo un biscotto dal tavolo e mi metto a correre verso le scale guardo l'ora corro nelle scale arrivo vicino a alla porta esco guardo nella tasca... Non avevo il telefono in tasca apro la porta salgo un'altra volta le scale guardo nella scrivania dove lo avevo lasciato a caricare ma non c'era sente un suono provenire da sotto casa era l'autobus ero in ritardo corro giù e salgo sull'autobus percorro tutto il mezzo per cercare posto e come sempre tutti mi fissano e sussurano pensieri sbagliati su di me come <<Fallita!>> una ragazza di 3° <<Ma copriti soggetta>> un ragazzo, li lasciai criticare anche se un pó mi irratavano. Entrai in classe sapete sono un pó timida quindi non ho molti amici. Prima ora ITALIANO apro lo zaino prendo libro,quaderno,astuccio e mi risiedo anche se stanca morta visto che avevo passato la notte al telefono con una mia amica Jennifer una delle mie amiche più care quelle poche che ho, come si suol dire poche ma buone.
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Uno dei pochi ricordi che ho delle scuole elementari, è il mio nono compleanno. Era forse la terza o la quarta ora, e mancava l'insegnante. Nel pomeriggio mia madre mi avrebbe organizzato una festa a sorpresa, ma io non avrei dovuto sapere nulla. Stavamo ridendo e scherzando in gruppo quando, non so perchè, feci arrabbiare una mia amica e per dispetto mi disse >. Allibita, le chiesi quale festa e lei ancora più infuriata replicò >. Mi girai, seduta al mio banco e non dissi più nulla pensando alle sue parole. Io ho sempre odiato le sorprese. Ricordo che quel giorno faceva caldo e in aula c'erano le veneziane abbassate. Non filtrava molta luce e tra il buio, i miei pensieri e il caldo, all'improvviso svenni. Mi svegliai in un aula affianco alla mia, con l'insegnante di sostegno, la mia amichetta con cui avevo discusso e mia madre. Non seppi mai spiegare perchè successe ma tutt'ora, quando accumulo troppe tensioni mi capita di svenire. Al pomeriggio, la festa, la facemmo lo stesso e mi ricordo che è stata una delle più belle giornate della mia vita. Abbiamo mangiato, giocato, riso, parlato e alla fine, stremate, tutte le mie amiche se ne andarono a casa. Felice, ma stanca, ringraziai mia madre e andai a letto. Quelle amiche, una volta cresciute, non le vidi più tranne una: la mia amichetta con cui ebbi la discussione.

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