Red Like Fire

Red Like Fire

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Mar 31, 2019
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Fiction
Romance
I capelli color rame si muovevano adagio, guidati dalla brezza estiva del vento,fili di ragnatela che le lambivano la guancia. I raggi del sole le baciavano il viso, immacolato di lentiggini che coloravano un po' quella che sembrava una distesa di neve. Un vestito bianco, un po sgualcito, le contornava il suo corpo esile, instabile,flatuato, così simile alla ceramica raffinata. La sua risata,gli uccelli che cantavano,il rumore dell'acqua cristallina del fiume nei dintorni, erano la perfetta composizione di una canzone melodiosa. Il colore dei suoi occhi si amalgava perfettamente con la distesa d'erba verde su cui costellavano i fiori,e lei,li in mezzo,era il più bello fra tutti.
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#640
bacio
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  • "Per sempre tua, A."

questa storia è il seguito di "Aracnide e acrilico", si consiglia di leggerla per prima, per capire meglio la situazione :) *** Una risata divertita riempì l'aria all'improvviso, seguita da un'altra più profonda ma allo stesso tempo più bassa, come fosse attutita da qualcosa. Le treccine che quasi le riempivano la testa andavano dal celeste - che in realtà era tanto chiaro da sembrare bianco - al blu notte che era tanto scuro da apparire quasi nero. Quasi nero, come i suoi occhi; con quelle ciglia lunghissime che quando le abbassava quasi sfioravano gli zigomi e la riga di eyeliner sbavato dalla notte precedente che le rendeva lo sguardo già scuro ancora più magnetico, sensuale, profondo; con quelle iridi, ora nascoste dalle palpebre, in cui sembrava di vederci il mare anche se erano colorate coi pigmenti della terra e delle cortecce degli alberi. Aveva gli occhi chiusi e rideva come riusciva a fare solo in quei momenti, solo con lui, Anna. Teneva le palpebre abbassate per evitare di guardare nei suoi occhi e sciogliersi completamente - anche se sapeva che sarebbe successo ugualmente, senza bisogno di vedere i suoi occhi castani con quelle dannate pagliuzze dorate, senza bisogno di ammirare il velo di barba che gli ricopriva le guance, senza alcun bisogno di osservare le sue labbra con gli occhi che le brillavano come illuminati da una stella che però in quel momento non c'era. Bastava immaginare, in realtà, e si sarebbe sciolta su se stessa come se niente fosse. Sentiva le ciglia di Luca - lunghe quasi quanto le proprie - sfiorarle delicatamente la guance, mentre invece quelle labbra che tanto non cessava di immaginare rimanevano a distanza, senza toccarla ma lasciando la propria scia col respiro che sapeva di fumo di sigarette e di RedBull. «Ce l'hai ancora con me, principessa?». «Ce l'ho sempre con te, amore». *** 11150 parole.

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