Georgia. || With Jeffrey Dean Morgan.

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WpMetadataNoticeLast published Fri, Nov 1, 2024
Estratto: «Dimmi un po', l'hai trovato quindi il tuo posto nel mondo?» Rimaniamo a guardarci per qualche secondo. Il suo viso è nella penombra e non riesco a capire dove finisca la sua pupilla e dove inizi l'iride. Abbasso gli occhi e guardo le sue mani intrecciate intorno il collo della bottiglia. Annuisco. «E dov'è?» Sorrido. Aspetto qualche secondo prima di rispondere. Jeffrey prende un sorso di birra e seguo i suoi movimenti, per poi incontrare il suo sguardo. Ha un sorriso furbo accennato sul suo viso e la sua espressione è rilassata. Non dovrei dire quello che sto per dire, so che mi metterò nei guai. «Ho imparato che la cosa importante non è il luogo, ma le persone che ci circondano.» Faccio una piccola pausa giusto per prendere un sorso di birra e farmi coraggio. Porto lo sguardo fuori da questo locale, dove la pioggia continua a cadere. Le gocce, illuminate dai fari delle macchine, sembrano milioni di aghi luminosi. «Sono nel posto giusto, quando sono con le persone giuste.» Sposto lo sguardo su Jeffrey. Mi sorride di sbieco e poi poggia la birra sul tavolo. Si guarda velocemente intorno, come se controllasse che nessuno stesse venendo da noi, così da non rovinare questo momento. Si fa poi più vicino, affianca il suo viso al mio, mi sposta una ciocca di capelli dietro l'orecchio ed io ho un brivido lungo la spina dorsale. Si avvicina ancor di più e sento il suo respiro che si scontra contro il mio collo. «Se dobbiamo vederla in questo senso, ora sono nel posto giusto, al momento giusto, con la persona giusta.» Ho una fitta alla bocca dello stomaco e per poco non mi esce un piccolo lamento dalle labbra. Si allontana, mi guarda con i suoi occhi scuri e poi porta la sua mano sinistra all'altezza della guancia, sfiorandomela. Rimane per un paio di secondi in questa posiziona e poi rimette apposto la ciocca di capelli. Mi sorride, si passa velocemente la lingua sulle labbra e si rimette al suo posto. 18/04/19
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" Perché mi stai seguendo? " mi chiese senza neanche girarsi per verificare le sue parole. " Ehm " cercai di pensare una motivazione perché dire 'quello stronzo di mio cugino mi ha abbandonato' sembrava un po' patetico, ma alla fine mi arresi alla realtà " è che sono rimasto solo... " lasciai in sospeso la frase. " Quindi mi stai chiedendo un passaggio " concluse lui mentre cercava le chiavi del motorino nelle tasche dei jeans stretti che facevano risaltare le sue gambe magre. Mi sorrise, probabilmente divertito dalla situazione in cui mi trovavo. Ora che la luce del lampione era più forte avevo l'occasione di osservarlo meglio. Era snello, più basso di me di poco e molto, ma dannatamente molto attraente. Le labbra carnose erano stese in un sorrisetto sghembo, gli occhi erano azzurri erano circondati da delle evidenti occhiaie e i capelli biondi erano quasi totalmente nascosti sotto un berretto nero, tranne che per un ciuffo che gli copriva la fronte. " Ok " disse dopo un silenzio che mi sembrò infinito " perché no? " **** Ciao a tutti! Se aveste letto questa fanfiction da altre parti non temete, sono ancora io, ma wattpad ha deciso di eliminare brutalmente e ora io vi ripropongo le mie storie in un altro account. Spero vi piaccia e buona lettura!

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