Raccolta di pensieri

Raccolta di pensieri

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WpMetadataNoticeLast published Sat, May 23, 2015
Ho sempre ritenuto che pensare fosse una cosa estremamente complicata. Pensare è, di per sé, un'azione involontaria e spontanea; io, infatti, mi riferisco invece al ripercorrere i propri ricordi e al provare a immaginarsi il proprio futuro. Bisogna aver fegato per fare tutto questo: perciò, sono serio quando dico che pensare è un'attività tanto pericolosa quanto lo è uno tsunami; arma a doppio taglio, phármakos (φάρμακος) secondo gli antichi greci, fonte di allegria ma anche di malinconia e rammarico.
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"Non lo so cosa provo, davvero lo giuro. Non capisco niente. È che la sera io sento di amarti, amarti forte, di avere bisogno di vivere tra le tue braccia per un tempo e oscillare tra il per sempre e l'eternità. E poi, invece, ci sono dei momenti in cui ti odio, perché io ho bisogno di te e non ci sei, non puoi esserci e, dato che nessuno mi sa spiegare il perché, odio te perché amarti è così facile e odio me perché dovrei dimenticarti. Se mi chiedessero di dire cosa provo per te penso che prenderei un foglio di carta e sopra scriverei "sono innamorata persa", poi gli darei fuoco, poi cercherei di spegnere le fiamme, poi lasciare perdere, poi me ne pentirei. Capisci? Io no. Io non so più cosa pensare, perché ci sono dei momenti in cui prego di dimenticare all'istante, altri in cui vorrei poterti ricordare per sempre. A volte mi capita di sognarti, di svegliarmi con le guance umide di lacrime e l'unica cosa che mi viene da pensare è che non è giusto ,non è giusto, perché con te volevo volare, vedere Parigi, piangere dal ridere, fare l'amore sulla spiaggia, giocare, scherzare, litigare e fare pace, fare l'amore, amare, essere amata, e invece no, perché io ti amo e tu, tu non ci sei." leggo mentre le lacrime solcano le mie guance. --- Scusate per eventuali errori (grammaticali e di battitura) ma ho iniziato a scrivere questa storia quando avevo 12 anni...vedrò di completarla il prima possibile e di revisionarla.

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