RACE INTO OBLIVION (Corsa nell'oblio)

RACE INTO OBLIVION (Corsa nell'oblio)

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WpMetadataNoticeLast published Sat, Aug 10, 2019
Se un giorno come tutti gli altri ti svegliassi in un luogo a te sconosciuto cosa faresti? Questo è successo ad Eloisa, una giovane ragazza di vent'anni che in un giorno come tutti gli altri si è svegliata in un luogo meraviglioso e sconosciuto. E se tutto quello in cui credi ti crolla addosso e scopri di trovarti intrappolata in un enorme menzogna che faresti? Lasceresti che l'oblio ti inghiotta o tenteresti in tutti i modi di uscire dal vortice che ti imprigiona? -- -- -- -- -- -- -- -- Estratto: Lo guardai nei suoi occhi turchesi sentendomi ancora una volta sprofondare dentro e gli chiesi:"Dove mi trovo?". Lui in risposta fece un sorriso sghembo e mi disse: "Dove vorresti essere?". -- -- -- -- -- -- -- -- Copyright: Tutti i diritti sono riservati. La copia totale o parziale di quest'opera è punibile penalmente.
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Pur

La donna che amo... Ti chiedo di aver cura di lei. L'hai veduta oggi? Hai ascoltato il tepore della sua stanza ancora chiusa al mattino? Silenziosa magnolia mescolata a sfuggente marsiglia... Metallico acciaio intessuto di lino? E l'hai scorta, alla sera, mentre, assorta, osserva le ortensie fiorite al di là delle finestre della grande sala? E dunque alla fine è come se l'avessi portata con me in fondo, ogni giorno. Mentre cammino, mi sovviene d'osservare il cielo, da lontano si odono le strida dei gabbiani, lo sciacquio del mare e tornando con lo sguardo avanti a me, è come se lei fosse lì, soltanto che io sono mezzo passo dietro a lei... Mezzo passo dietro a lei... Scavare un pertugio temporale, complice la cronologia abbastanza stringente della storia originale, un tassello differente, più o meno plausibile, nella visione conosciuta e limpida, rimasta tale anche quando la mente ed i gesti dei protagonisti si sono avventurati per meandri oscuri. Una storia altra e forse scomoda, nulla di rassicurante, perché una storia rassicurante non serve a molto, solo a girare attorno al "non voler sapere", al "non voler sperimentare". "Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti riscriverò raccontandoti le mie avventure", diceva la lettera. Seguiva poi un bellissimo racconto di avventure immaginarie, di viaggi e di fantasia. Elsi leggendo quelle parole suggestive che la rimandavano a luoghi lontani, si sentì immediatamente consolata. Alla fine lo scrittore le regalò una nuova bambola, chiaramente diversa da quella perduta. Ma il suo aspetto diverso venne giustificato da un biglietto: "I miei viaggi mi hanno cambiata". Qualche anno dopo, la bambina trovò un biglietto proprio dentro la sua bambola che diceva: "Ogni cosa che tu ami è molto probabile che tu la perderai, però alla fine l'amore muterà in una forma diversa". Da "Kafka e la bambola viaggiatrice" di Jordi Sierra i Fabra

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