Commedia Casalese #3 Dominio della Luce

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WpMetadataReadConcluida vie, sep 13, 2019
Dopo qualche secondo passato in quella mia statica posizione, incapace di credere a quello che avevo appena visto, corrugai la fronte per proteggere gli occhi dal sole che era tornato a trionfare insistente sui miei occhi. Mi puntai con fatica sui gomiti rimanendo sempre sdraiato ma col busto sollevato, così da verificare ciò che avevo prima visto solo di sfuggita. Si distinguono ora un discreto numero di cose attorno a me, e prima tra tutte, nonostante la mia Casale sia brillante e capace di sovrastare ogni luogo comune che s'incontri in essa, quella ipotetica stella, dunque, che avevo avvertito al mio fianco poco prima. "Dio, è proprio una stella" Mi accorsi che era molto pensosa. Gli occhi sul prato, le sue dita giocherellanti coi fili d'erba freschi di mattino. Iniziavo dunque a ragionare, finalmente. E così, dopo aver formulato la prima frase di senso compiuto da quando ero lì, mi alzai ancora di qualche centimetro, con le braccia distese all'indietro, in modo da mantenere il busto ancora un poco più dritto. Questa terza posizione mi permise di allargare il campo visivo oltre gli ultimi alberi di quel luogo, che scoprii essere circondato avanti da tre edifici, separati da due vie. Intesi il posto e il suo nome. Poi abbassai gli occhi e respirai a lungo.
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L'aria fresca mi soffiava sulle guance, ancora una volta mi ero svegliata di soprassalto a causa di un incubo, così mi diressi sul tetto della casa intenta a fissare le stelle. Il ragazzo dai capelli neri e gli occhi azzurri era poco più avanti, intento a crogiolarsi nei suoi pensieri, poi mi vide e scomparí. Me lo ritrovai vicino a guardarmi dall'alto. -È pericoloso stare qui fuori da sola. -Basterà aspettare l'alba e non lo sarà più. Risposi guardandolo per pochi istanti, per poi portare lo sguardo al cielo come se fissare quelle stelle mi avrebbe evitato di dire o fare cose di cui mi sarei pentita. Si mise seduto al mio fianco, dopo di che spostò la sua katana del Sole sulle gambe e alzò la testa al cielo. -Allora aspetteremo l'alba, insieme.

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