<Bel piano, complimenti, non c'è rischio di soffrire facendo così> Lui mi guarda, sembra quasi triste. <lo so, per questo lo faccio> Risponde. Ormai sto per spezzarmi, questione di pochi minuti e scoppierò in lacrime. Ma non voglio farlo qui, davanti a lui, così cerco di trattenermi. <così facendo però hai fatto soffrire me. Non ti importa vero?> Chiedo con le lacrime che premono sui miei occhi. <certo che mi importa, e sto male, davvero male, a vederti così> Si passa nervosamente la mano nei capelli senza mai guardarmi. Presa di istinto allora gli chiedo <Insegnami, Ti prego, dimmi come si fa a fare come te. Non voglio stare più male nemmeno io> Sembra rifletterci un attimo, come per trovare le parole giuste, e poi dice < cerco di essere distaccato e di non affezionarmi troppo> Mi viene da ribattere quelle parole <io non ci credo che non ti sei affezionato a me, dopo tutto quello che è successo tra noi, non posso crederci> Mi guarda dritto negli occhi <non ho detto che funziona sempre> il suo sguardo gelido ha una piccola ombra di dolcezza. Le sue parole mi lasciano ammutolita, non so più che dire o cosa fare, desidero solo sparire, scoppiare in lacrime senza che nessuno mi veda. Così senza guardarmi indietro, mi giro, torno a casa, e togliermi la maschera e sprofondare, è stata la cosa più confortante che poteva succedermi oggi. Mi ha fatta crollare, come un castello di carte.
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