Ogni notte, lo stesso incubo. E ogni volta, lo stesso dolore alla schiena, lungo la spina dorsale.
Ormai per Eve è questa la normalità. Svegliarsi con le lacrime agli occhi, la bocca spalancata in un muto grido di dolore.
La voce sibilante che ancora le rimbomba nelle orecchie, e le immagini di piume grigie che le scorrono ancora davanti agli occhi.
Londra, anno 1860; ore 00:00.
Come ogni sera, mi recai da lui a tarda ora.
Il nostro amore è sempre stato impossibile: tra angeli bianchi e angeli neri non può esistere amore. Quella sera notai qualcosa di diverso: la stanza era buia, illuminata solo dalla luce della luna e delle candele. Lo chiamai ma non mi rispose, allora lo cercai. Mi voltai all'improvviso, me lo trovai davanti. Un po' sorpresa lo guardai e lui mi baciò. Sentivo che c'era qualcosa che non era come ogni sera. Feci un passo indietro, lui mi afferrò il collo e lo strinse fortissimo dicendomi: <Ti amo, non dimenticarlo mai>. Non riuscivo più a respirare, chiudi gli occhi e lui disse: <Per amore si può uccidere>. Piume bianche votarono ovunque e l'ultima immagine furono i suoi occhi.