Dove tutto cade

Dove tutto cade

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Jul 27, 2014
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Fiction
Horror
Amneris stava nella sua stanza, sul letto. Stava seduta, aggrovigliata tra le lenzuola grigie. I capelli neri erano raccolti in un cucù un po' scompigliato. Stava lì, nella penombra a ripensare a quello che le era successo il pomeriggio prima. Quando stava in quel reparto così scuro della biblioteca del suo paese. Quando aveva preso tra le mani quel libro così pesante, polveroso e si era sentita come in uno dei suoi libri fantasy. Quando soffiava leggermente sulla copertina piena di polvere, e vide una nube innalzarsi nell'ombra. Il libro era rilegato, una copertina scura, di un blu intenso. E incise di un argento sbiadito c'erano dei segni illeggibili. Si ricordava di quella lingua, l'aveva vista su un libro che parlava di una religione neopagana. Ma ora non si ricordava che lingua fosse. "Pensa, cazzo, come si chiamava ?". Mentre pensava intensamente improvvisamente si ricordò. Runico. Passò piano le dita sulla copertina e aprì il libro.
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#319
lettera
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Era passata mezzanotte quando Elena aprì gli occhi di scatto, come richiamata da un rumore che non riusciva a identificare. Il suo appartamento al terzo piano era immerso nel buio, e solo la luce fioca dei lampioni filtrava dalle persiane abbassate. Il battito del cuore le rimbombava nelle orecchie, veloce e sordo, come un tamburo sommerso. Non ricordava di essersi addormentata. L'ultima cosa che aveva fatto era stata leggere una vecchia lettera trovata per caso in un libro dimenticato nella libreria. Non aveva firma, ma era indirizzata a lei. Una calligrafia sottile, nervosa. Le parole, scolpite con cura, sembravano conoscere segreti che nemmeno lei ricordava di aver avuto. "Non fidarti dei tuoi ricordi."

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