Siamo come tanti. [TEDUA]

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lei è la cugina del famoso trapper salernitano, Luca D'Orso, meglio conosciuto come Capo Plaza. Lui è uno dei migliori amici del cugino di lei, anche lui di fama, e dannatamente attraente, Mario Molinari, meglio conosciuto come Tedua. Lei dopo la struggente morte dei suoi genitori, entrambi tossicodipendenti, e dopo aver compiuto diciott'anni, si trasferisce dal cugino nella grande città movimentata di Milano, dove comincia finalmente a vivere. Alice, è questo il suo nome. Dagli occhi grandi e azzurri, quasi grigi, dalla dolcezza infinta e anche dalla troppa innocenza, conosce Mario, un bravo ragazzo, un po' stronzo. Ma comunque dolce, attraente. - «Non puoi capire tu quanto mi fai impazzire cosi incazzata e gelosa, ma comunque dannatamente bella.» Mi sussurrò, scossi la testa strattonando la sua presa dai miei polsi, ma lui l'aumentò e non mi fece male, anzi, il suo tocco era dolce. «Baciami.» Quelle parole uscirono dalla mia bocca spontaneamente, e quando vidi Mario sorridere e leccarsi il labbro inferiore, sorrisi anch'io. •COMPLETATA!•
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#7
charliecharles
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Non esisteva logica nel loro rapporto. Questi si desideravano di brutto. Si guardavano come se dovessero scoparsi da un momento all'altro poi peró aprivano bocca e si finiva per litigare. Erano talmente incompatibili, credo si stessero anche sul cazzo sinceramente. Una sera li avevo visti baciarsi, un bacio di quelli che ti vien da dire: "Mollatevi, non sta per andare in guerra!" Il giorno dopo lei gli urlava che non poteva funzionare tra di loro e di non cercarla piú. Lui era arrogante. Credo fosse così arrogante per bia del fatto che si sentisse solo al mondo. Lei questo lo aveva capito, vedeva in lui una sensibilitá mai conosciuta. Era come se lui riuscisse a soffrire anche per gli altri, come se si caricasse sulle spalle la sofferenza di tutti. Quando la guardava, lui le mischiava gli organi. Quando la baciava era attento a tutto, mai un bacio fine a se stesso. Le mani le usava per disegnarla, l'accarezzava ovunque. Lei era bella. Non avevano bisogno di nessuno, stavano bene da soli. Ecco perché quei ragazzi si disturbavano a vicendo, ecco perchè si trattavano con strafottenza. Stavano distruggendo l'unica certezza della loro vita, se stessi. Lui con lei perdeva totalmente il controllo e questo non poteva sopportarlo. Erano un gran casino quei due insieme. Un disordine così profondo e intimo che quando erano nella stessa stanza non si capiva dove finisse lei e iniziasse lui. • Fan Fiction dedicata a Camilla, la mia migliore amica •

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