Tre sono le cose

Tre sono le cose

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WpMetadataNoticeLast published Wed, Feb 26, 2020
Ludovica non era come suo padre e neanche come sua madre. Non voleva diventare un'imprenditrice come suo fratello e non voleva rimanere nel grigiore di Como come aveva fatto Davide. Ludovica voleva vivere tra l'arte, sulle copertine, dietro la luce del flash, e ora tutto ciò che voleva, l'aveva ottenuto. Ludovica, però, non voleva più che mai innamorarsi. Ecco, questo proprio non era nei suoi piani. Non voleva innamorarsi e non voleva farlo così, senza prendere precauzioni, di una sconosciuta. << Tre sono le cose che mi hanno fatto innamorare di te. 1- Non hai gli occhi azzurri. 2- Hai paura delle vespe. 3- Era Venerdì 17. >>
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[COMPLETA] 🔞 Dark Romance. 🩸🔪 🚨 Avvertenze: uso di linguaggio volgare, tematiche forti, contenuti sessuali e di violenza. È sconsigliata la lettura ad un pubblico facilmente suscettibile. _______________________________ Quel mostro crudele mi aveva rapita e picchiata, strappandomi via non solo la libertà, ma anche ogni certezza che credevo di avere. Per molto tempo avevo provato a convincermi che quello fosse amore. Me lo ripetevano tutti, direttamente o con il silenzio: l'amore fa male, l'amore richiede sacrificio. Ma è davvero questo ciò che le persone chiamano amore? Le percosse, gli insulti sussurrati come veleno, le bugie ripetute fino a diventare verità? Se questo è il suo volto, allora perché il mondo sembra inseguirlo con tanta ostinazione? La notte mi aveva inghiottita in una foresta senza luna. I boschi erano bui ed il vento si insinuava tra i rami come un lamento antico. Ero completamente sola, accompagnata soltanto dai miei pensieri e dai ricordi di un passato ormai perduto, spezzato in frammenti che facevano ancora male al solo toccarli. Tutto ciò che avevo conosciuto, tutto ciò che un tempo mi era stato caro, si era trasformato in un'eco distante, un'ombra triste di ciò che era stato. Il cammino della mia vita non era più una strada, ma un intreccio confuso di sentieri interrotti. Ogni passo era incerto, ogni scelta gravata dal peso della paura. Avevo perso la mia strada, e forse anche me stessa. Eppure, nel buio più profondo, qualcosa continuava a brillare. Dentro di me cresceva una nuova vita, fragile e silenziosa, ma ostinata. Era l'unica cosa a cui potessi aggrapparmi, l'unico motivo per respirare ancora. In quel mondo oscuro e solitario, lei era un faro, una luce tenue ma sufficiente a squarciare le tenebre. Fu allora che un solo pensiero prese forma nella mia mente, limpido come non lo era mai stato nulla prima: avrei combattuto. Non per me. Ma per lei. Avrei combattuto con ogni briciolo di forza rimasta, pur di tener

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