Questa divina follia

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Ecco a cosa serve davvero studiare la concezione dell'amore di Platone. Due cipriote, testarde come muli ed equamente deficienti, si ritrovano coinvolte per l'ennesima volta nell'ennesima discussione. Chiaro che non può venirne fuori niente di buono, soprattutto se si considera che sono entrambe decisamente poco etero e sicuramente inclini a complicarsi la vita, che lo vogliano o meno. One-shot saffica e completamente autoindulgente perché sono un caso irrecuperabile.
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Nel mezzo del cammin di loro vita, un gruppo di adolescenti incappa in una questione senza ritorno: l'amore esiste davvero? Apparentemente la domanda è semplice, ma se ci si scatena sopra un vero e proprio dibattito pseudo filosofico, e viene tirato in ballo Dante Alighieri, allora la cosa è destinata ad andare per le lunghe. Partendo da queste basi, ponetevi ora un quesito: cosa succederebbe se si mettessero insieme una maniaca della precisione millimetrica dal carattere instabile, una mansueta ma determinata amante della filosofia classica ed un virile sentimentale gonfio di autostima, tutti e tre decisi ad evocare il padre fondatore della lingua italiana per porgli la fatidica domanda in prima persona? Sicuramente nulla di buono... ATTENZIONE: I fatti narrati prendono il via da una discussione che ha effettivamente avuto luogo, ma tutti gli sviluppi successivi della storia sono inventati e, in ogni caso, sono raccontati in chiave fortemente ironica. Pertanto, ogni riferimento a persone realmente esistenti è intenzionale, ma caricaturale (e l'autrice stessa è fiera di rientrare tra i protagonisti della vicenda)

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