2 partes Concluida Due racconti, La nave bianca e Airbag, in cui l'autrice sembra voler sottolineare che i rapporti extrafamiliari durante l'infanzia sono fondamentali e lo sono tanto più là dove le figure genitoriali siano carenti.
Ne La nave bianca, Miriam, figlia genitoriale, si apre alla vita grazie a rapporti amicali molto diversi l'uno dall'altro. E' grazie alle compagne di classe, alla bambina tunisina, alle quattro amiche della "casa accanto" che riesce a trasformare in doti inestimabili i segni che la relazione con una madre insufficiente le lascia dentro. Il racconto è breve, sembra volutamente tagliato sul traguardo dell'infanzia che volge al termine, quasi a voler stimolare il lettore a continuare da sé, a chiedersi quali aspettative sul futuro di Miriam gli abbia suscitato la storia.
In Airbag, l'infanzia della protagonista, amputata dalla sofferenza e dalla solitudine, imploderà in un'esistenza sospesa nell'attesa di vivere, ingabbiata nei confini certi della mente, incapace di rivolgersi all'esterno quanto all'interno. Quando, alla fine, lasciamo Lory sul ponte della nave, pronta a salpare verso un futuro uguale al presente, anche noi avvertiamo l'odore acre di bruciato e il sentore di resine e salmastro che fanno da sfondo al suo sentire, eredità che la protagonista porterà con sé in un bagaglio pesante, scomodo e tuttavia necessario ad arginare il vuoto, l'informe che le assediano la vita.