Il Lamento Delle Chimere

Il Lamento Delle Chimere

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Sep 10, 2019
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Fiction
Paranormal
Gli occhi spalancati osservano oltre ciò che si può vedere. Sensazioni si concentrano nello spazio circostante, stipate in ere emozioni si materializzano, assumono le forme che più le si addicono. Anime e corpi turbati, mutilati o distorti in chimere umane. Creature costrette a combattere contro il paradosso della loro esistenza, la società che le rigetta o la loro stessa psiche. Esseri costretti a vivere ogni giorno nella spirale di distropiche routine che converge in un solo punto. "Tremai in preda al terrore e scoppiai in lacrime che gocciolavano insieme al sangue. Al mio sangue. Mi ero ucciso. Avevo posto fine alla mia vita. Eppure continuavo a respirare, a vedere, a sentire. Soprattutto, continuavo ad avere fame. Piangendo spolpai le ossa della mia carcassa. Ma non ero ancora sazio. Dovevo mangiare. Ancora."
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#98
psicologico
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"Di cosa parla?" Parla di un soffitto che ride e delle scale che si arrampicano sulle nuvole. Parla di parole che evaporano e ritornano camminando all'indietro, di lampade che diventano specchi e ti guardano dentro con occhi di gatto. Parla di biblioteche abitate da insetti filosofi e di un telefono che non squilla mai ma sa tutti i tuoi segreti. Parla di predoni di luce che bussano alle porte dei sogni e di ponti sospesi tra silenzi che diventano il tuo respiro. Parla di un treno che sogna di essere una caramella e di orologi che si sciolgono sui pavimenti di vetro. Parla di sedie che discutono tra loro di geografia invisibile e di finestre che respirano piano come pesci. Parla di un vento che scrive lettere sulle gambe dei passanti e di ombre che si staccano dai muri per fumare. Parla di fiumi rossi che cadono verso il cielo e di scarpe che imparano a cantare prima dei piedi. Parla di tutto ciò che non può essere detto, ma che pulsa come luce negli interstizi del silenzio. Parla di un diario tenuto nello stomaco e di un Lupo che cucina. Parla del tuo doppio , quello che hai lasciato indietro nel deserto, ma che ora bussa con dolcezza alla tua porta dicendo: "O mi guardi o ti prendo il cuore". "il solito fumetto introspettivo?" È un fumetto che non vuole salvarti. Ti accompagna solo nel momento in cui ti accorgi che sei tu la soglia. E che per attraversarla... dovrai smettere di piacere a tutti. Una storia sull'inadeguatezza come forma d'arte, l'ironia come linguaggio segreto e la libertà come qualcosa che non si trova mai là fuori. Un diario che si legge col corpo. Un testo che non può essere chiuso perché il desiderio è sempre in eccesso, mai centrato. La scrittura è emorragia. Niente spiegazioni. Solo sintomi di un'altra gravità.

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