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Ongoing, First published Aug 22, 2019
Cara mamma,
Ti scrivo questa lettera in lacrime, esausta di stare sempre zitta e di nascondermi dietro la mia tranquillità.
Non ce la faccio più. Vivo ogni giorno con un vuoto dentro che mi logora e mi fa star male e nessuno se ne accorge. Questo mi fa pensare che in fondo, anche se all'improvviso scomparissi, non importerebbe a nessuno. Ho bisogno d'aiuto, ho bisogno che almeno tu, che sei la mia mamma, mi ascolti. Ho bisogno che tu vada oltre i tuoi limiti per me, che provi a capire che ho bisogno di un supporto vero.
Ogni mattina, quando mi alzo, non vedo l'ora di tornare a letto a dormire, e non perché sono stanca, ma perché non ho voglia di affrontare la giornata.
Sono stanca mamma, e non so per quanto ancora potrò sopportare tutto ciò. Mi devi ascoltare. Ho bisogno che mi aiuti ad aiutarmi. Da sola non ce la farò.
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Mi chiamo Ananda Craxi e questa è la storia vera della mia vita, iniziata in una terra lontana che profuma di spezie e vibra di spiritualità nell'ashram di Sri Sathya Sai Baba, colui che fu mio tutore legale per quasi vent'anni. Racconta del mio rapporto spirituale e umano con Lui in India, dove mi insegnò a trovare tutte le soluzioni dentro di me e come l'universo sia un mero riflesso di ciò che coltiviamo dentro di noi. La mia realtà di vita era talmente fuori dal comune che persino mio zio Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio italiano, volle venire in India per trovare i suoi "nipotini Indiani" come lui amava chiamarli e sincerarsi di come vivessero. Si trovò davanti ad una vita rudimentale ma molto dignitosa che vivevano i suoi nipoti. Il mio collegio assomigliava ad un penitenziario, con le grate alle finestre per evitare che entrassero le scimmie, con semplici loculi dove riporre i pochi vestiti e dove il dormitorio sembrava una palestra, nuda, senza letti ne armadi. Tutto ciò mi permise di sviluppare una visione interiore trascendendo dalla materia che i miei occhi fisici mi mostravano. Allo stesso tempo la rigida disciplina imposta fin dai 4 anni era talmente dura che l'immaginazione rappresentava l'unico strumento di evasione, ma era terreno fertile per far germogliare in me i valori profondi dell'esistenza umana. Terminata l'università in India feci ritorno a casa in Italia dove mi sentii letteralmente un'aliena senza scarpe, decisamente fuori posto. Vivere con la famiglia mi costrinse a fare i conti con l'ostracismo dei miei genitori, dei perfetti estranei per me e con un carico pesante di un cognome che ha pregiudicato la mia esistenza a Milano, un matrimonio a senso unico per più di dieci anni e una vana speranza per il futuro. Ma poi iniziò la magia...
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Ciao sono Jenny ho 12 anni e ho una vita un pò strana questa è la mia storia :)