Il disastro del Vajont

Il disastro del Vajont

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WpMetadataReadComplete Sun, Mar 5, 2023
Questa nuova sezione storica presente nel mio profilo di WattPad si distacca dalle storie brevi (realistiche, ma di fantasia) finora pubblicate, per trattare un argomento delicato e che mi sta molto a cuore. Ho deciso di pubblicare la mia tesina di quinta superiore (anno scolastico 2017/2018), relativa al disastro del Vajont, evento drammatico occorso la notte nel 9 ottobre 1963 e che ha macchiato in maniera indelebile la storia del nostro Paese. Credo sia importante la sensibilizzazione delle persone circa questo argomento. Trattandosi di una tesina di maturità, l'argomento non è certo approfondito in maniera esaustiva (visto il tempo disponibile per discuterla), ma presenta collegamenti con diverse discipline (storia, storia dell'arte, architettura, ingegneria civile, geologia, psicologia, fede, politica ecc.) e credo possa essere una lettura piacevole per chi intende avere un quadro d'insieme sintetico ed efficace riguardo al tema.
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ingegneria
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Longarone, 9 ottobre 1963: una frana gigantesca precipita di schianto nell'invaso idroelettrico del Vajont, provocando un'onda d'acqua e detriti che scavalca la diga e si rovescia sulla valle del Piave. È un massacro. Delle quasi duemila vittime, più di metà dei corpi non vengono ritrovati. Gli altri sono disseminati a brandelli lungo il corso del fiume. I feriti sono oltre un centinaio. Cinque paesi vengono rasi al suolo, cancellati interamente dalla faccia della terra. Sullo scenario desolante vagano militari, soldati del corpo degli Alpini, superstiti, parenti emigrati, giornalisti, deputati, ministri, presidenti del Consiglio e capi dello Stato. Il paese intero viene scosso dal più grave disastro civile in tempo di pace della sua storia, ma chi grida all'assassinio e ne denuncia le responsabilità viene zittito, censurato, accusato di sciacallaggio e speculazione. Nell'Italia del miracolo economico, dei consumi e del benessere, una strage di civili diventa opera della natura, di fronte a cui l'uomo è una vittima inerme. Solo in pochi osano mettere in dubbio le prime ricostruzioni, le dichiarazioni e le evidenti contraddizioni della linea ufficiale. E sono ancora meno quelli che si schierano con i sopravvissuti, nelle aule di tribunale, nelle sale dei palazzi del potere, e sul suolo dilavato dove una volta vivevano, per pretendere che sia fatta giustizia. DISCLAIMER: questo romanzo intende ricostruire in chiave romanzata le vicende del disastro e dei suoi risvolti processuali. Non si tratta di un saggio storico, un libro tecnico o un'antologia degli eventi, ma personaggi, luoghi e fatti sono basati su fonti certificate o tratti da testi autorevoli. La copertina è stata creata da me

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