Spesso si stendeva sul suo letto, chiudeva gli occhi e per ore si crogiolava nell'autocommiserazione. Il suo viso era luminoso come la luna piena in una notte limpida, le sue labbra erano tinte di rosso, un colore vivo, il sangue che scorre da una ferita. Le sue iridi erano praline congelate in due sfere di cristallo. Soltanto il calice di cioccolata calda che lei teneva tra i palmi sciolse il suo sangue freddo, stagnante nelle vene. Abeti imbiancati si alzavano alla volta astrale: l'aria era pungente, il sole doveva ancora svegliarsi.
Lei è solo una briciola nel corpo di un pianeta.