Anoressia

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WpMetadataNoticeLast published Thu, Sep 26, 2019
Prefazione La trash tv ci ha da tempo abituato ed assuefatto a tremende trasmissioni verità dove signore dallo sguardo lucido e compunto pongono domande che neanche un prete nel confessionale avrebbe il coraggio di fare, mentre gli intervistati non stanno più nella pelle dalla voglia di mettersi in piazza con le mutande abbassate esibendo al pubblico il loro passato di tossicomani, anoressici, alcolisti, travestiti eccetera; al di là dell'evidente squallore, a ridosso del morboso, di simili dibattiti vien da pensare che l'inconsulto esibizionismo dei secondi e l'appiccicosa bonarietà delle prime nasconda, sotto sotto, la medesima incapacità (o non volontà) di analisi, di lavoro su se stessi, di ricerca di cause ed effetti. Cioé, se ne parla tanto per non parlarne affatto. O meglio, per parlarne solo dall'esterno: con abbondanza di dati e statistiche e mancanza assoluta di sincerità. Anoressia e tossicodipendenza, in questi racconti, non sono che diverse manifestazioni del medesimo vuoto, della medesima solitudine. Ma questo è momento di battaglie, Gorga l'ha detto fin dall'inizio. La lettura di questi racconti - che può non occupare più di una sera, vista la loro brevità - lascia però un'ombra, o forse sarebbe meglio dire una lama di luce, molto lunga; come la scia del messaggio nella bottiglia, in attesa che sempre più persone lo raccolgano. Infine, è sempre bello incontrare qualcuno che sa scrivere: e Gorga, indubbiamente, lo sa fare. Olivia Trioschi
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Questa non è una fiaba. È la cronaca tragicomica di una bambina che sognava un papà normale e si è ritrovata un anfibio con pessime abitudini. Dentro ci trovi speranze, delusioni, una buona quantità di ironia e la consapevolezza che, a volte, l'amore non basta. È un racconto breve, perfetto da leggere tutto d'un fiato (o sul water, se preferisci), e che - con un po' di fortuna - potrebbe farti sentire meno solo nei tuoi casini familiari. L'ho scritto per me, per rimettere insieme i pezzi e capire cosa mi fosse successo. Era la mia terapia privata. Non pensavo di farlo leggere a nessuno, poi, per sbaglio, l'ho fatto leggere a un paio di persone. Mi hanno detto: "Prova a condividerlo." E niente. Eccomi qui. Mi scuso in anticipo per gli errori di grammatica, le virgole e i punti messi a sentimento o le ripetizioni ossessive... Purtroppo, non riesco ancora a rileggerlo tutto senza sentirmi uno straccio. Ma se ti va di segnalarmi qualcosa, te ne sarò grata. E tranquilli, lo so che scrivo un po' alla "cazzu de can" (dal francese, ovviamente). Non ambisco al Nobel, né a torturarvi con altri papiri pieni di virgole messe a casaccio. Questo "libro" è nato per sbaglio. Se vi fa riflettere o bestemmiare... missione compiuta. Potete usarlo anche come esempio - uno di quelli da NON seguire - se un giorno vorrete avere figli con meno traumi di me.

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