Porte Bonheur

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WpMetadataNoticeLast published Mon, Nov 13, 2023
Mentre li stiamo osservando una delle creature allunga uno dei suoi arti, tanto da raggiungermi e afferrarmi per la caviglia slogata; il dolore è immediato come se mi avessero pugnalata in quel punto, mi accascio a terra e l'essere, in un movimento repentino, inizia a tirarmi a sé. Il ragazzo tira fuori un pugnale, iniziando a colpire l'arto dell'essere, che dopo pochi colpi si recide. Io però sono al margine del precipizio, e la terra sotto di me, gelata e friabile, inizia a sgretolarsi sotto le mie dita, non regalandomi nemmeno un appiglio; il giovane invano si protende verso di me, provandomi a prendere. Mi allungo più che posso, cercando un appiglio che non trovo e in fine, non trovando più nulla sotto le mie dita, precipito nel burrone. Le mie orecchie si riempiono della voce profonda del ragazzo, che urla il mio nome con tutto il fiato che gli è rimasto in corpo. Tocco il suolo in un attimo ...
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angeli
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🌟 SEQUEL DI RUINWEN: LADY OF FIRE 🌟 [...] «Un Nano... e una mortale» mormorò infine, più a se stesso che agli altri, le labbra che accennavano a un sorriso impercettibile. Poi, rivolgendosi di nuovo a Legolas, aggiunse con una nota di ironia «Il tuo gruppo è... insolito, figlio mio.» Gimli, incapace di trattenersi, intervenne con tono burbero «E noi siamo felici di essere qui, re Thranduil. La tua calorosa accoglienza scalda il cuore.» La battuta, carica di sarcasmo, rimbalzò contro le pareti silenziose della sala. Thranduil alzò un sopracciglio, ma non si scompose: dopotutto, aveva già avuto a che fare con la compagnia di Thorin Scudodiquercia, e conosceva i modi dei nani. Inoltre una questione ben più grave di un Nano impertinente gli rodeva dentro come un tarlo. Legolas, dal canto suo, non riuscì a trattenere una risata soffocata, che cercò invano di mascherare con un leggero tossicchiare. Appena si fu ripreso, disse «Padre, è passato un anno da quando sono partito. Ci sono molte cose di cui dobbiamo parlare.» Thranduil annuì impercettibilmente, ma il suo sguardo rimaneva fisso su Hilde, e un'ombra di preoccupazione velava il suo volto. «Sì, figlio mio. Inoltre desidero conoscere meglio coloro che porti con te.» Fece un cenno ai servitori. «Preparate le stanze per gli ospiti.» Ma Legolas fece un passo avanti, interrompendo in maniera decisa quel comando. «Non sarà necessario, padre. Hilde è mia moglie. Condividerà la mia stanza.» Un fremito percorse la sala. Thranduil alzò un sopracciglio, sorpreso. Per un attimo la maschera di indifferenza cedette, lasciando il posto ad una genuina incredulità «Moglie?» ripeté lentamente, stentando a credere a quella parola. «Una mortale?» Legolas,perfettamente padrone della situazione, rispose senza esitare: «Sì, padre. È mia moglie, e non sarò separato da lei.» [...]

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