«La voy a matar» la voce bassa di Macarena ha un sottofondo di lamentela. Continua a ripetere la stessa frase da ore, mentre beve il suo gin preferito accarezzandosi con la mano la ferita sul braccio. Questa volta l'aveva fatta grossa e non sarebbe bastata una sbronza per farle dimenticare che razza di stronza fosse la sua coinquilina. Aveva rischiato grosso, e per cosa poi? Per Zulema, come sempre. Non sarebbero bastate le sue scuse a mezza bocca per rimediare al casino che aveva combinato. Come se lei si dispiacesse mai per qualcosa. Come se ne fosse capace.
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