Oltre il Velo

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WpMetadataNoticeÚltima publicación jue, ene 30, 2020
Ci sei riuscito... ci sei riuscito! Guardarti intorno! Le foglie, gli alberi, i monti, le foreste, le città, i mari, i templi, i santuari... Tutto, tutto qui ha un'aura di magia! Non la senti?! Ehm... sì, scusa, in effetti hai ragione. Ma vedi, come posso stare calmo? Hai finalmente aperto gli occhi, sei giunto oltre il Velo! Come? Storie? Ah, già, me n'ero dimenticato. Sai, la felicità nera troppa... Comunque sì, è vero, c'è una storia da raccontare. Allora siedi con me, caro lettore, all'ombra del trono del Re, e ascolta le mie parole. Tutto ha inizio in una notte senza luna, in un piccolo villaggio circondato dai monti. Rhod. Qusto è il suo nome. Laddove i bambini non possono fuggire dai mostri, due occhi bianchi brillano nell'oscurità, intenzionati a ritrovare ciò che è stato portato lontano...
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🌟 SEQUEL DI RUINWEN: LADY OF FIRE 🌟 [...] «Un Nano... e una mortale» mormorò infine, più a se stesso che agli altri, le labbra che accennavano a un sorriso impercettibile. Poi, rivolgendosi di nuovo a Legolas, aggiunse con una nota di ironia «Il tuo gruppo è... insolito, figlio mio.» Gimli, incapace di trattenersi, intervenne con tono burbero «E noi siamo felici di essere qui, re Thranduil. La tua calorosa accoglienza scalda il cuore.» La battuta, carica di sarcasmo, rimbalzò contro le pareti silenziose della sala. Thranduil alzò un sopracciglio, ma non si scompose: dopotutto, aveva già avuto a che fare con la compagnia di Thorin Scudodiquercia, e conosceva i modi dei nani. Inoltre una questione ben più grave di un Nano impertinente gli rodeva dentro come un tarlo. Legolas, dal canto suo, non riuscì a trattenere una risata soffocata, che cercò invano di mascherare con un leggero tossicchiare. Appena si fu ripreso, disse «Padre, è passato un anno da quando sono partito. Ci sono molte cose di cui dobbiamo parlare.» Thranduil annuì impercettibilmente, ma il suo sguardo rimaneva fisso su Hilde, e un'ombra di preoccupazione velava il suo volto. «Sì, figlio mio. Inoltre desidero conoscere meglio coloro che porti con te.» Fece un cenno ai servitori. «Preparate le stanze per gli ospiti.» Ma Legolas fece un passo avanti, interrompendo in maniera decisa quel comando. «Non sarà necessario, padre. Hilde è mia moglie. Condividerà la mia stanza.» Un fremito percorse la sala. Thranduil alzò un sopracciglio, sorpreso. Per un attimo la maschera di indifferenza cedette, lasciando il posto ad una genuina incredulità «Moglie?» ripeté lentamente, stentando a credere a quella parola. «Una mortale?» Legolas,perfettamente padrone della situazione, rispose senza esitare: «Sì, padre. È mia moglie, e non sarò separato da lei.» [...]

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