the Kings

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WpMetadataNoticeLast published Tue, May 4, 2021
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Fiction
Mystery
La storia è ambientata a Roma. Tra le strade devastate delle periferie. Qui sono presenti piccole associazioni mafiose, che con il cambio generazionale vengono influenzare da gli ideali dei gengester statunitensi. Gli stessi "civili",coloro che non ne fanno parte, comincino a chiamarli gengester. Le geng sono molteplici ma le principali sono : Scechetam [che spaccia droga appartenente ai mafiosi in cambio di una generosa percentuale di guadagno] Zombie [ che hanno il controllo di tutte le discoteche di Roma, che allora volta lascino spacciare all'interno di quest'ultimo gli Scechetam per una buna percentuale di guadagno] Cobra [geng ormai quasi distrutta. I cui membri variano tra tutti i tipo di criminali] Dragoni Purpurei [ ragazzi che creano splendide imagini satiriche, atraverso l'arte di strada] Clesidre[ anch'esse sostenute dalla mafia. Inpegniate nella diffusione di armi non registrate] La protagonista invece è una ragazza di nome Serena. Quest'ultima nella sua personare rincorsa alla libertà evolverà a tal punto da mettere in discussione tutti i suoi ideali e prendere una strada che nessuno si sarebbe aspettato. La storia poi si arrichise di qualche storia d'amore e colpi di scena. Il tutto in un intreccio di eventi passati e presenti che rendono la vita della protagonista troppo complessa per la sua età. [c'è qualche errore inoltre sono disgrafica. Quindi se li trovate fatemelo notare] *revisione*
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SEQUEL DI SCOMESSA MORTALE «È tutto nel sangue, non è questione di passato o persone ma nel sangue, il mio. Nelle mie vene scorre sangue marcio, nero come me, come i miei demoni e ti ho portato con me affondo» le urlo mentre lei prova ad abbassare la pistola che avevo in pugno. «Blacke, guardami» la guardo, i suoi smeraldi, i suoi bellissimi smeraldi mi imploravano di smettere, di ritornare da nostro figlio, dalla nostra famiglia. «Non posso, non posso farlo» urlo in mezzo al bosco con rabbia e dolore. «Allora spara Blacke, ma sparami nel petto perché se sbagliassi il colpo, dovrò farlo io» Esce la pistola e la punta contro di me. «Sei fiamma che brucia, la mia fiamma» mi ripete con le lacrime che li rigavano il volto pieno di lividi e graffi ed io mi sentivo morire perché l'avevo fatta scendere nel mio profondo, nel buio più scuro e marcio che era il mio cuore, dove solo lei ha visto ogni cosa di me, ogni mio aspetto, soprattutto il peggiore e mi amava ugualmente. «Blacke lasciati andare, fallo per noi» Implora con i suoi occhi, mi volto e guardo le nostre moto distese a terra, ridotte peggio di noi. «Mi dispiace Amore mio» dico con un nodo in gola e poi in un attimo giro la pistola sulla mia tempia e premo il grilletto. ⚠️Attenzione, presenti nella storia scene esplicite di sesso, violenza e presenti anche uccisioni⚠️ La storia è coperta da copyright

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