"Mi chiamo Matsuno Chifuyu, ho 18 anni, sono stato trasferito qui dalla scuola per non udenti di Shibuya. La mia ex scuola sta attraversando delle difficoltà e ho dovuto fare una scelta. Spero che la mia disabilità non rappresenti un problema e non ci impedisca di collaborare per diventare buoni compagni di classe. Grazie." Lo fissano tutti come se avesse tirato fuori un coniglio dallo zaino. O avesse fatto esplodere il professore solo schioccando le dita. Nella sua precedente scuola sarebbe stato perfettamente normale presentarsi a quel modo. E tutti avrebbero anche risposto! Qui invece qualcuno ridacchia, qualcuno pensa a smontare le lame del temperamatite, qualcun altro non gli ha fatto proprio caso. Ah. Già. Qui non lo comprende nessuno. Perché non è che la lingua dei segni sia proprio come l'inglese, non la insegnano in dotazione a scuole 'normali' e tanto meno qualcuno la impara per sfizio. Anzi, di solito solo per necessità, come sua mamma. Così si volta, va deciso alla lavagna, afferra il gesso e scrive il suo nome. Matsuno Chifuyu. Un nome che è suo, lo definisce, gli appartiene. Ma non conosce il suono che ha. Solo gli ideogrammi di cui si compone, e nulla più. " --- [Threesome] [TUTTO I PERSONAGGI DELLA STORIA SONO MAGGIORENNI]
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