LE COSE CHE NON TI HO MAI DETTO
TRAMA
Roma, 2004. In una città che respira storia e smog, tra vicoli silenziosi e sogni mai sbocciati, si muovono tre anime in frantumi che non chiedono di essere salvate. Cercano solo qualcuno che resti.
Diego ha ventitré anni e la mente di un genio, ma la vita gli ha insegnato a non farne parola. Lavora in un piccolo laboratorio dove ridà voce a oggetti dimenticati. È cresciuto troppo in fretta, orfano da bambino, prigioniero di ricordi che preferisce tenere sepolti. I suoi occhi verdi nascondono riflessi d'ambra, come se la malinconia avesse lasciato segni nel pigmento.
Irene ha ventidue anni, capelli rosso rame e occhi color miele. Entra nel laboratorio con un vecchio registratore da sistemare e un dolore silenzioso addosso. Convive con la depressione come si convive con una ferita invisibile che brucia se sfiori i bordi. Non cerca salvezza, cerca qualcuno che capisca.
Michelangelo è il vino versato sopra un foglio di versi: la battuta fuori posto nel dramma dei suoi amici, il doppiatore precario che fa ridere chiunque, tranne se stesso.
Tra lettere mai spedite, dialoghi sussurrati su panchine notturne e silenzi che parlano più delle parole, "Le cose che non ti ho mai detto" è un romanzo sulla fragilità dell'amore, sulla solitudine come condizione umana, e sul coraggio - spesso piccolo e invisibile - di rimanere accanto a qualcuno quando sarebbe più facile scappare.
Una storia dove l'amore non salva, ma riconosce. Dove la guarigione è un percorso personale che può iniziare dall'incontro con l'altro, ma che si compie dentro se stessi.
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Se ci sono errori grammaticali , di battitura potreste gentilmente avvertirmi grazie.
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