Specula temporis
Una lacrima sʼintromette ad annebbiarmi la vista. Non faccio in tempo ad asciugarla che irrimediabilmente cade sull'ultimo fiore di questo vivaio rinsecchito.
È pura magia. Immediatamente la carta la riconosce, lʼinchiostro lʼassorbe e gli ingranaggi delle parole ritrovano le sorgenti di innesco per potersi rimettere in azione.
Una pioggia di lapilli incandescenti si avventa sul mio petto nudo, assiderato, livido, schegge di calore benedetto a cui concedo la beneamata operazione di intagliare, detergere e bonificare lʼeredità rimasta atrofizzata lungo la mia epidermide.
Bruciare non è mai stato così piacevolmente trasformativo.
Sento i ghiacciai del tempo liquefarsi, le lancette dellʼorologio galoppare a ritroso lungo i costrutti disfunzionali della memoria. A epurazione completa, adgnosco veteris vestigia flammae.
Sono pronta a specchiarmi nel tempo.
Pronta ad esaudire la rituale celebrazione del ricordo.