«Donati a me, mia Calla, lascia che io macchi i tuoi petali bianchi con il mio veleno» C'è una voce che si sussurra tra i corridoi. Dell'esistenza di un posto dove vengono rinchiuse le anime tormentate, che si sono avvicinate troppo all'inferno. Rosaspina vi è segregata, una principessa all'interno della sua casa delle bambole, che racchiude tutti i segreti che non riesce a ricordare. Sa solo di aver tentato di tingere il bianco che la circonda di rosso intenso, rosso sangue, e da allora vede la luce del sole solo dalle grandi vetrate della sala centrale dell'Ein Sommernachtstraum. Ma c'è qualcosa che le dà la caccia, che le scrive bigliettini ogni notte e che trova nascosti nel suo taccuino. Qualcuno si sta divertendo a giocare con lei, a darle vita lì dove non fanno altro che prolungare la sua agonia. E le sussurra indovinelli e nomi, così vicini a quelli delle favole che scrive. Dove finisce l'incubo, dove inizia la realtà? È fantasia, o un ricordo perduto? Avvertimento: questa storia contiene tematiche forti che potrebbero urtare la sensibilità di alcuni lettori quali discriminazioni, violenza, linguaggio forte e condotte moralmente discutibili. Inoltre contiene scene, temi e un linguaggio per un pubblico di adulti.
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