My escape. | Liam Payne.

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Dal capitolo 14: Mentre stiamo per entrare il telefono squilla e faccio segno a Dean di aspettare. È Megan, sono così felice. "Ciao Meg" la saluto. Lei non parla. La sento piangere.  Di nuovo? Che è successo? "Amore stai bene?" le parole escono da sole. "Liam.." mi dice. "Dimmi per favore" "Mi vieni a prendere?" sembra una bambina al telefono, disperata. "Sto arrivando piccola" chiudo e mi volto trovando lo sguardo di Dean su di me. "Devo andare" dico. "Non puoi" "Dean devi coprirmi, la mia ragazza ha bisogno di me" lui annuisce leggermente e io non aspetto nemmeno che mi risponda. Lei non è la mia ragazza ma la considero così forse perché è ciò che piu voglio. Mi fiondo in macchina e inizio a guidare velocemente.  Lei ha bisogno di me.
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Dove Liam lavora come barman all'Angel Eyes, uno stabilimento balneare di Seattle. Lo stesso in cui Zayn fa il bagnino. [dal testo] "Mi piaci, Leeyum. Mi piaci veramente, veramente, tanto. E non posso più fare finta che non sia così" mi guardò, e io guardai lui, occhi contro occhi; in quel momento ripensai a quando mi aveva stretto la mano, trascinandomi con sé, e al fatto che avesse usato le sue bellissime labbra per rianimarmi. La stessa bocca così maledettamente vicina, a pochissimi centimetri da me. "Quindi ti chiedo di darmi una mano, di aiutarmi a gestire questa cosa più grande di me. Cosa devo o dobbiamo fare, a questo punto?" "Tu cosa proponi?". Lui fece ghignò perverso, carico di sottintesi. "Se te lo dicessi, probabilmente mia madre potrebbe dire di non avermi educato abbastanza bene. E dato che non è questo il caso, lascio a te la palla". [mini-long][18.7K] Disclaimer: La storia è stata registrata su Patamu, e dispone quindi di un proprio copyright certificato. Qualsiasi copia, parziale o totale, sarà segnalata con conseguenze legali.

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