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WpMetadataNoticeLast published Wed, Oct 15, 2014
PROLOGO. Non so il perchè del mio carattere,cosa mi spinge ad essere così.Forse perchè sono sempre stata abituata alla violenza da parte di mio padre da quando ero piccola.Forse perchè ho sempre odiato l'assenza di mia madre.Forse perchè non sono mai stata amata,se non un amore costruito e finto.Forse perchè odio il mio cognome perchè ce l'ha anche mio padre,ma allo stesso tempo lo amo perchè ce lo ha mio fratello.Forse perchè il muro che mi sono costruita da anni potrebbe essere buttato giù non appena provo a fidarmi.Forse perchè non sono mai stata abituata all'asilo,alle barbie,ai regali di Natale,al dolce risveglio alla mattina,alle cotte,e altre merdate simili.Forse perchè mi chiamo Alexandra Peterson e per adesso la mia vita fa parecchio schifo.
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Dicono che l'adolescenza sia il periodo più bello della vita, ma, a mio parere, questo non è affatto vero. Io sono Pia e ho 18 anni. Odio me stessa e il fatto di non aver mai incontrato qualcuno con il quale condividere tutto questo schifo che la gente comune chiama vita. Il mio idolo è Leo Messi, forse l'unico che davvero riesce a farmi star bene, strano dato che neanche sa che esisto ma forse è meglio così perché altrimenti mi abbandonerebbe anche lui come hanno fatto tutti gli altri. La mia vita è particolarmente complicata dato che vivo sola con una madre la quale, ogni sera, porta un uomo diverso a letto per colmare l'assenza di mio padre, scappato con una donna 12 anni più giovane di lui. Ho lasciato la scuola appena compiuti i 18 anni perché ero vittima di bullismo in quanto troppo magra. Dopo aver lasciato la scuola, seguendo il consiglio della mia unica e fidata migliore amica, ho fatto diversi provini da modella e così ho trasformato questo passatempo in un vero e proprio lavoro. Mi è capitato diverse volte di partecipare a sfilate di grande importanza ma mai avrei potuto immaginare di essere presa per posare nella consegna della coppa nella finale di Champions League tra Juventus e Barcellona. Berlino era una città che mi aveva da sempre affascinata e pensare di dover lavorare lì, in una situazione tanto importante, mi rendeva fiera di me stessa, cosa strana dato che, fino a pochi mesi prima, mi tagliavo perché mi consideravo un aborto mancato..... Arrivai a Berlino 2 giorni prima la partita per le prove e, anche se non ci speravo, mi sarebbe piaciuto incontrare Leo ma naturalmente questo non accadde. Il fatidico giorno arrivò e prima di entrare in scena, da brava anoressica, corsi in bagno a vomitare. L'unico bagno libero era quello che si trovava nel corridoio che portava allo spogliatoio del Barcellona ma non ci feci caso e fu proprio lì che, mentre vomitavo, sentii una voce dire: -Signorina si sente bene?

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