L'immaginario collettivo dipinge universi paralleli. Tu cosa penseresti, se venissi a sapere che un'altra forma di vita sta sovrascrivendo i propri dati su di te?
Esplora il primo capitolo della saga fantascientifica Overlap Saga. La narrazione è interattiva: a fine capitolo, potrai risolvere un enigma. La risposta corretta con la formulazione più votata dall'autore e dagli utenti sul profilo Instagram @overlapsaga determinerà "quantisticamente" il prosieguo della storia.
SINOSSI: Dottorandi in Fisica, Max, Clara e il loro gruppo di ricerca sono impegnati in un progetto concernente i telomeri, deputati alla senescenza del DNA di ogni essere umano. L'obiettivo è quello di individuare una sequenza genica che impedisca il loro accorciamento, risultato che, se ottenuto, legittimerebbe l'agognato elisir della vita. Tuttavia, il giorno della pubblicazione del primo articolo, Clara scompare e i lavori si interrompono di colpo. Max denuncia la scomparsa, ma questa viene respinta: Clara non è mai esistita; l'anagrafe non ha mai registrato una persona i cui estremi le corrispondessero. Per di più, i colleghi, con i quali ha condiviso anni di esperienze, pensano che Max sia ammattito: nessun fisico con quel nome e con le fattezze descritte ha collaborato con loro in passato; l'unica donna del gruppo, a detta loro, è sempre stata Carla, una ragazza che Max giura di non aver mai visto prima, che, nondimeno, sostiene di essere la sua promessa sposa. Minate le proprie certezze e spalleggiato da niente e nessuno eccetto che dalla scienza, Max dovrà vedersela da solo, accettando l'idea di declinare la propria vita, da quel momento in poi, in un modo che non avrebbe mai pensato neanche nei luoghi più reconditi dell'immaginazione.
L'aura di Kakaroth si era dissolta lentamente nel nulla. Non da un momento all'altro - il che avrebbe potuto farne presagire la morte - ma lentamente. Sempre più flebile, sempre più lontana, fino a che Vegeta non l'aveva più percepita. Mai più.
«Cosa hai capito di tutto quello che ti ho detto?» urlò Vegeta. Poi il prigioniero sbuffò, annoiato.
«Che in cinquant'anni hai stipulato un'alleanza bizzarra con gli abitanti di questo pianeta, che avete sconfitto nemici dai nomi improbabili, che non solo esiste il leggendario Super Saiyan, ma ne esistono con diverse tinte per capelli; che ti sei riprodotto e, per tutte le galassie, se ce l'ha fatta uno come te persino Dodoria avrebbe avuto delle speranze; che siete invecchiati terribilmente mentre io sono un fiore, e che ora dobbiamo salire su quel catorcio di astronave per andare in giro per dodici universi alla ricerca dello squinternato che se l'è data a gambe dieci anni fa e che, con tutta la probabilità, ora è solo un mucchio d'ossa o polvere interstellare ma oh, guai a dirlo, perché mi pare che siate molto amici».
Il riassunto più inaccurato che avesse mai sentito. Anche se, in fin dei conti, era tutto vero.
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