Nothing is impossible

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WpMetadataNoticeLast published Wed, Aug 27, 2014
Ero così vicina a lui che riuscivo a vedere l'inchiostro dei tatuaggi che decoravano il suo braccio, e i suoi occhi, molto più belli di come li immaginavo. Ero così occupata a notare tutto ciò che non mi accorsi di quanto stavo male, così fui costretta ad accovacciarmi su me stessa e chiedere gli occhi. Avevo bisogno d'acqua. Sil mi teneva stretta, sapevo che era preoccupata e avrei preferito non farla preoccupare ma non riuscivo a muovermi, ero bloccata, fino a quando non sentì una mano tenere la mia. Una mano che veniva dall'alto mi offrí delicatamente una bottiglia. Aprí gli occhi e il mio respiro si fermó. Due grandi occhi verdi mi stavano guardando.
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horan
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La matita scorreva sul foglio e assumeva pian piano una forma sotto i miei occhi. Bianco e nero. Non pensavo quando disegnavo, non lo facevo mai, e mi ricordava lui, in modo indissolubile. Mi allontanava da tutto il peggio che c'era, quanto di piú sbagliato esistesse tra di noi. Da quando lo conoscevo avevo ormai dimenticato cosa volesse dire disegnare qualcosa che non fosse stato lui. Avevo impresso nella mente il verde dei suoi occhi e l'avevo lasciato ovunque. Sui fogli, sui muri, sui marciapiedi. Ovunque. La matita scorreva e mi portava in un mondo che potevo decidere io, e in quel mondo, il mio, c'eravamo io e lui a toglierci il grigio da dosso e a colorare i resti della nostra vita. Diversi, é così che ci giudicavano, diversi ma fottutamente uguali. E io lo odiavo, e poi lo amavo, cosí interrottamente e incondizionatamente che avevo perfino paura di me stessa. Lui mi buttava giú, mi trascinava in fondo al mare, negli abissi, ma poi mi salvava ed era la mia ancora di salvezza.

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