Youth || Riverdale

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E se Jughead Jones fosse un northsider a cui è stato insegnato a stare lontano dal Southside e dai Serpents. E se la principessa dei Serpents fosse una ragazza con un segreto che la perseguita e la rabbia di chi non ha potuto avere una vita normale. E se si incontrassero, cosa succederebbe? Dalla storia: Swamy accenna un sorriso ironico. "Tregua nel senso che io non tento di uccidere te e tu non tenti di uccidere me, non che diventiamo amici." La sua voce e il suo sguardo sono decisi e trasmettono sarcasmo. Puro sarcasmo e rancore. "Non saremo mai amici." Jughead annuisce. I suoi occhi si stringono in due fessure. "Non intendevo esserti amico, Serpent," butta fuori guardandola con rabbia. Le parole che escono dalla sua bocca hanno un che di tagliente. "Provavo a trattarti come una persona normale, ma dovevo immaginare che non lo sei." Swamy ringhia qualcosa di incomprensibile prima di scattare verso di lui, afferrargli il colletto della giacca blu e gialla e tirarlo contro il tavolo a pochi centimetri dal suo viso. "Non. Sfidarmi. Bulldog." Il ragazzo la guarda fisso negli occhi senza il minimo timore, non si è scomposto nemmeno dopo la sua azione. "Altrimenti?"
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Dee è una comune adolescente di diciassette anni, ma non è mai stata "solo" una ragazza della sua età. Da quando suo fratello David l'ha portata via da casa, a dieci anni, la sua vita ha smesso di fare rumore fuori... per iniziare a farlo dentro. Una guerra silenziosa, continua, che non ha mai davvero imparato a combattere. Ci convive. Giorno dopo giorno. Con quella sensazione costante di essere sul punto di cedere, di rompersi, di non riuscire a tenere insieme i pezzi ancora per molto. Così ha fatto l'unica cosa che le riusciva bene: ha smesso di farsi vedere. Ha costruito una versione di sé fatta di distacco, risposte taglienti. Una superficie ruvida che tiene lontani gli altri... e protegge tutto il resto. Quando arriva Jason, non è il suo sorriso a colpirla, né il modo in cui parla o si muove. È qualcosa di più sottile, più scomodo: il suo sguardo. Quello che non si mostra mai davvero, che resta sempre a metà, come se trattenesse qualcosa che non vuole uscire. Qualcosa che Dee riconosce subito. Perché è lo stesso vuoto che, a volte, si porta dentro lei. Jason è instabile, contraddittorio, difficile da decifrare. È il tipo di persona da cui bisognerebbe stare lontani senza nemmeno pensarci. E infatti Dee lo sa. Sa che non dovrebbe avvicinarsi. Sa che non finirà bene. Perché quando riconosci qualcuno dal modo in cui si spezza... allontanarti non è una scelta semplice. E restare, a volte, è il modo più veloce per cadere. ~~~

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