obsession
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WpMetadataNoticeLast published Mon, Nov 17, 2014
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Fiction
Romance
" Non penso ci siano tanti effetti collaterali del cancro. Penso piuttosto che ce ne sia solo uno, che alla fine è quello che conta. Il cancro uccide. Per il resto la mia vita vissuta fino alla sconfitta del mio cancro è stata meravigliosa. Avevo tutto quello che una quattordicenne malata voleva avere. Una camera enorme, soldi per lo shopping, vestiti, trucchi. Tutto. Lasciando fuori i medicinali che dovevo assumere per reprimere o sconfiggere il cancro alla testa che mi ritrovavo. Ora, a sedici anni vissuti, mi ritrovo come prima, con i trucchi, i vestiti , lo shopping. Ma senza il cancro e con un ragazzo. Nash Porter, il più stafigo che potessi trovare. È grazie a lui se sono viva. Tralasciando i dettagli questa è la mia storia, sedici anni di vita vissuta e un' ossessione. La mia ossessione "
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#80
cancro
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[Consigliata ad un pubblico maturo - scene forti, scelte discutibili e sesso esplicito] Se ti chiedessero come vorresti vivere gli ultimi giorni della tua vita, tu cosa risponderesti? Neo Buhari, medico chirurgo presso il Saint Josephine Center di Londra, non aveva vissuto sempre una vita felice come invece si poteva pensare dal perenne sorriso che elargiva ai propri pazienti. No, perché la vita con lui non era stata generosa, per nulla! Originario del Congo, da cui era fuggito assieme alla famiglia, era riuscito a costruirsi un futuro in quel di Londra, conquistandosi quell'angolo di felicità che si era meritato e per cui aveva combattuto con le unghie e con i denti. Ma la vita, come spesso capita, ti mette davanti a situazioni che fatichi a comprendere. Tumore al cervello, questa la diagnosi che lo fa precipitare in un baratro oscuro da cui non riesce a risalire e motivo per il quale, ormai stanco di combattere, decide di abbandonare tutto, fuggendo. Riley Foster ha vissuto tutta la vita aiutando il prossimo, quindi, quando si ritrova quell'uomo fragile tra i rifiuti nel retro del suo bar, non ci pensa nemmeno un secondo e decide di portarlo a casa con sé. È un gesto spontaneo che non tutti possono capire, figuriamoci condividere. Persino il suo ospite non si capacita di come, nonostante il suo aspetto poco rassicurante, gli venga concesso di rimanere in quella casa per tutto il tempo di cui ha bisogno per riprendersi.

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