Quarantena

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WpMetadataNoticeLast published Fri, May 1, 2020
Questi mesi li immaginavamo tutti in modo diverso. Gli ultimi giorni di pioggia, seguiti dai primi giorni di caldo, il sole scaldarci la pelle e poi le uscite, sempre più frequenti con gli amici. Il tramonto sul mare, le prime scampagnate in campagna, le giacche di pelle e la voglia sempre più forte dell'estate. Ma tutto si è fermato. Tutto il mondo si è bloccato, mentre tutti i telegiornali e i giornali online hanno iniziato a raccontarci la tragedia che ci sta colpendo. Coronavirus, abbreviato in Covid-19. Questo non è un racconto della mia quarantena. Non vuole essere un romanzo, ma semplicemente una raccolta di emozioni, testi, poesie, riflessioni... Spesso non ci rendiamo conto di quanto, le nostre emozioni, siano simili a quelle provate dagli altri.
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2020, l'anno del Coronavirus, della pandemia globale. Tutto il mondo si è come fermato, cristallizzato intorno a questa unica e universale preoccupazione. Tutto il mondo, ma forse io rientro nell'eccezione. Ho 23 anni, studio psicologia e negli stessi giorni in cui tutto questo comincia, inizia anche la mia storia con un ragazzo. L'inizio della mia storia è incredibilmente e sfortunatamente seguito dalla preoccupazione e dall'apprensione per l'arrivo anche in Italia del tristemente noto virus. Il normale «uscire insieme» si trasforma subito in un «stiamo a casa insieme», creando una situazione paradossale e fuori dagli schemi. Il primo appuntamento si traduce in un aperitivo arrangiato sul balcone di casa, il primo tenersi per mano viene anticipato da una passata di disinfettante e il primo bacio viene subito seguito da rassicurazioni sulla certezza di non essere venuti a contatto con nessuno contagiato dal Covid-19. Decido di sfruttare questo periodo di «arresti domiciliari» per lanciarmi in qualcosa di diverso: riempito lo zaino di T-shirt e tute, autocertificazione alla mano e mascherina indossata, saluto mia madre e il mio barboncino Artù e parto per il mio viaggio.

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