L'anima fuggente

L'anima fuggente

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WpMetadataNoticeLast published Sat, Apr 4, 2020
Mi sentivo come se fossi caduta in una voragine che avesse risucchiato per sempre la mia anima e il mio corpo. In quell'istante mi accorsi di aver perso la sensibilità del mio corpo. Mi sembrava che qualcuno più robusto e forte di me, si fosse sbadatamente accasciato sul mio fragile ed esile corpo non curante della mia presenza. Nonostante il peso che continuava ad opprimermi, non riuscivo a percepire alcun tipo di dolore. "Jugh aveva ragione" pensai accennando un flebile sorriso La morte non rappresenta soltanto la cessazione delle funzioni biologiche del nostro corpo, ma la morte nel vero senso della parola viene raggiunta nel momento in cui la nostra anima si stacca dal nostro corpo per andare chissà dove, ed io Alexa Jones, una semplicissima giovane ragazza che viveva nell'anonima città di Randerwall in quella piovosa giornata di primavera,sentivo che la mia anima era andata persa per SEMPRE. "Non è poi così male" sussurrai, o probabilmente immaginai di formulare quelle parole, mentre la luce veniva pian piano a mancare e il buio dalla penombra si faceva sempre più tenebroso, fino a risucchiarmi nell'oscurità. "L'anima fuggente" narra la storia di 4 persone che vivono nella piccola cittadina di Randerwall, ai confini con il Canada. Vivono affrontando le difficoltà che la vita ha in serbo per ognuno di loro. Apparentemente sembra che non abbiano niente in comune, ma tutti e 4, chi più chi meno, è attratto da una presenza oscura che da anni si aggira in città.
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Ormai non sento più niente, nessuna emozione mi sfiora più. Nè la gioia. Nè l'amore. Nè la paura. Sono abituata a scappare, uccidere, cacciare e cercarmi il cibo da sola, sono stata costretta dalle circostanze. Ho perso la mia famiglia all'età di quindici anni, prima mia madre e mio fratello maggiore, e poi mio padre, sempre a causa loro. I Vaganti. Sono riuscita ad andare avanti in questi tre anni per pura fortuna, passando da un gruppo all'altro, ma mai legandomi o affezionandomi alle persone, per paura che un giorno morissero e mi lasciassero sola. Di nuovo. Praticamente ero una nomade, una persona apatica e priva delle esperienze e dell'amore che avrebbe dovuto ricevere una ragazza della mia età. Ma quando trovai quel gruppo, e quegli occhi chiari come il cielo si incrociarono con i miei scuri, tutti i miei propositi, le promesse fatte per proteggermi da tutto e da tutti, andarono al diavolo, mentre anche quel muro eretto intorno a me crollava, come un castello fatto di carte crolla con un semplice soffio. E quella volta decisi di restare, di affezionarmi e di non scappare più; dopotutto, una cosa l'avevamo in comune. Eravamo tutti sopravvissuti. Piccola premessa: Questa FF su the walking dead è ambientata dall'episodio 8X06, quindi ci sarà una prima parte che riprende i fatti citati nei due episodi seguenti, ma dopo è tutto frutto della mia immaginazione. Buona letturaaaa!

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