CALCIO, IL MIO SECONDO NOME

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Aug 26, 2014
Come ogni domenica mi piazzo davanti al televisore e guai a chi mi disturba quando gioca la juventus, non ci sono per nessuno, infondo posso fare solo quello. Vorrei giocare a calcio ogni istante della mia vita anche se non me lo posso permettere visto che non ci sono i fondi per comprarmi la roba per diventare calciatore, nemmeno per iscrivermi a scuola calcio. alcuni week end vado con 3 miei amici a giocare a calcio li vicino a casa molto bravi, finché non arrivò quel magico giorno che un osservatore della squadra regionale passò di li e mi vide mentre dribblando l'avversario scattai verso la porta e con un assist feci far fol al mio compagno, l'osservatore si sedette in una panchina e mi continuo a fissare e a gurdare i miei gesti tecnici le finte e i tiri da distanza. A fine partita mi offri un posto alla squadra del paese, ma xon gran dispiacere gli risposi di no motivandomi, alla fine lui pronunciò una bella parola,"CONTRATTO". Entusiasta andai a raccontare tutto ai miei.
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"Ti cacci sempre nei guai", "Non vali abbastanza", "Sei solo una ragazzina viziata". Ogni frase è un pugno o un calcio, e le frasi continuano così come i ricordi, così come la rabbia aumenta ancora tutta in una volta. "Sei sconsiderata", "È stata solo fortuna", "Non calcoli gli effetti collaterali delle tue azioni", "Non sai ancora proteggerti" sono le ultime frasi che riesco a sentire nella mia testa e con un pugno e un calcio ben piazzati stacco il sacco dal gancio. Crollo sulle ginocchia e solo ora mi accorgo di star piangendo, ero stanca di tutte le persone che mi dicevano cosa potevo o non potevo fare, ero stanca di chi mi dava della sconsiderata con il complesso dell'eroe sempre in cerca di guai. Ero stanca delle persone che non credevano in me e di quelle che non vedevano il mio potenziale.

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