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Come castelli di carte

Come castelli di carte

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WpMetadataNoticeLast published Fri, Jun 5, 2020
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Kaito lo aveva guardato. I suoi occhi si erano fermati un secondo di troppo sulla pelle scoperta, sui capelli spettinati. L'afa estiva sembrava essersi intensificata e presto avevano entrambi dimenticato le carte, i semi e le verità che si nascondevano. In quei momenti, Saguru non era un detective e Kaito non era il fantasma redivivo di Toichi Kuroba. Di troppo, non erano le parole, solo i vestiti che cadevano uno dopo l'altro, lasciandoli nudi, ansimanti e armati di un desiderio impacciato. [HakuKai]
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[scritta per il concorso di @Ymawari] [Fudoukidou/accenni Gensaku] Kidou aveva solo 24 anni e già viveva una vita monotona e piena solo di lavoro. L'unico svago che si concedeva era quello di andare a trovare i suoi amici nel poco tempo libero che aveva. Gli amici gli avevano più volte consigliato di proseguire la sua passione per il calcio, diventando l'allenatore della Teiko Gauken, ma Kidou, subito dopo aver conseguito la laurea all'età di 23 anni, aveva già deciso di cercarsi un lavoro. Venne preso immediatamente dalla Kidou Financial Group, l'azienda del padre, e il suo unico obbiettivo adesso era quello di fare carriera. Tornando indietro forse avrebbe dato retta ai suoi amici ma anche così la sua vita gli andava più che bene. Aveva un ottimo lavoro, una casa accogliente e dei buoni amici ma nonostante questo, in qualche modo, si sentiva vuoto lì, all'altezza del petto.

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