L'erede del vuoto

L'erede del vuoto

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"Ha lasciato un diario e otto bottoni di una camicia e se ne è andata". "Dove è andata?" "Chi lo sa! Ginevra non è come noi. Lei ha fame. Lei non teme. È selvaggia". "Ha lasciato un diario e otto bottoni di una camicia e se ne è andata". "Dove è andata?" "Chi lo sa! Ginevra non è come noi. Lei ha fame. Lei non teme. È selvaggia". Buona lettura. R.R.
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Cosa succede quando una macchina ti conosce meglio di quanto ti conosci tu? Quando un piccolo orologio ha tutto ciò che ti rende umano? Estratto dalla parte 1: "Fuori pioveva ancora, si sentiva l' odore terroso, pungente che caratterizza queste giornate, il cielo era ancora terso e grigio. Pareva che il sole non fosse mai esistito, eppure io lo sapevo che c'era. Era di fianco a me. Camminava con il cappuccio della felpa calato sugli occhi, gli orli dei pantaloni bagnati e la giacca fradicia. Era lei a portare il sole dentro. L' ha portato nella mia vita. In questa vita fatta di buio, la salvezza sta nel trovare il proprio sole, un piccolo barlume di felicità in una realtà così triste e complicata. La propria persona-sole. Io la mia l'ho già trovata." 1° posto nella categoria riflessivo 23/6/25 DISCLAIMER: ho scritto questa storia a tredici anni, contestualizzate grazie

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