No Game No Life

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Dec 23, 2014
Per rifugiarmi dal mondo ho preferito immergermi nei giochi online. Solo in essi riesco a essere felice.. Anche se a volte ci passo troppo tempo e faccio preoccupare le persone intorno a me, loro non mi possono capire.. Io senza questi giochi non potrei vivere.
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RESET

Un bambino, nel suo percorso di crescita, cade e si rialza continuamente. Ogni caduta lo avvicina al suo obiettivo, senza paura del fallimento. Non pensa alle conseguenze, ma continua a provare. Noi adulti, invece, spesso ci fermiamo per paura di non farcela. Ogni volta che cadiamo, le nostre insicurezze ci paralizzano. L'ansia ci fa dubitare delle nostre capacità e ci spinge a evitare il rischio di fallire. A volte non ci rialziamo nemmeno, per paura del dolore che potrebbe seguirci. Eppure, ci sono persone che, nonostante le difficoltà, riescono a fare ciò che il bambino fa naturalmente: rialzarsi e ricominciare. Non è facile. Io, ad esempio, mi sono persa prima di trovarmi. Ora mi trovo in un limbo, dove, pur avendo la forza fisica di camminare, la mia mente è paralizzata dall'ansia. I traumi passati e le ferite non guarite mi tengono bloccata in un ciclo di paura e incertezze. Il futuro mi appare minaccioso e la mia autostima fragile non mi permette di andare avanti. Le gambe sono pronte a muoversi, ma la mente è intrappolata nei pensieri ansiogeni. Qui non troverete soluzioni facili. Vi racconterò la mia storia, perché credo che sapere che qualcun altro sta vivendo la stessa cosa possa essere più utile di mille "meditazioni" o "respirazioni profonde". Queste tecniche sono utili, ma ciò che aiuta davvero è capire che non siamo soli. Non siamo gli unici ad avere un passato difficile o a sentirci intrappolati. Sì, sembra che tutto vada storto, ma va bene così, per il momento. Accetto di stare nel mio fango, ma ho deciso di riprendere il controllo. Voglio cambiare il mio modo di pensare, voglio ricominciare a camminare. Per questo ho scelto il nome "RESET". È come se fossi appena nata. Non ci sono genitori che mi incoraggiano, ma c'è uno psicoterapeuta che mi spinge a non arrendermi. Il primo consiglio che vi do: affidatevi nelle mani giuste, perché solo chi sa dove si trova può aiutarvi a ritrovare voi stessi.

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