L'istante
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WpMetadataNoticeLast published Sun, Sep 7, 2014
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Fiction
Horror
Ero lì ormai immobilizzata da quei maledetti ferri. Avevo paura, ero già al corrente di quelle che potevano fare; "perché io ?" Continuavo a chiedermi. Cosa succederà ? Arriva lui con un coltello un mano, mi guardava e diceva:"cosa c'è, hai paura, tra qualche minuto non sentirai più niente" cominció ad avvicinarsi, era sempre più vicino a me quando suonó, il campanello cominció a suonare, lui si diresse verso la porta mentre mi faceva segno con le dita e diceva "tic-tac tic-tac" ero terrorizzata da quel mostro. Alla porta dei vigili urbani chiamati da persone passate di là per caso che avevano sentito delle urla, le mie urla. I vigili chiesero cosa stesse succedendo e il motivo di quelle urla, Corrado (così si chiamava l'aggressore cannibale) rispose che non aveva niente a che fare con quella cosa, mentre chiudeva la porta con aria sconcertante, i vigili chiesero di poter dare un' occhiata alla casa per controllare che sia tutto a posto. Corrado non li fece entrare Capitolo 1.
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Ciao ragazzi, questa storia NON è mia. È la storia che una ragazza ha pubblicato su EFP e ho deciso, per motivi di comodità, di trascriverla qui. Ripeto: non è una storia mia. [Dal capitolo 11..] «Stai ammettendo che qualcosa ti spinge a non distanziarti da me?» Sorrise assottigliando lo sguardo. « Il tuo cuore gioca brutti scherzi, Emily.» «Il mio cuore sa benissimo dove andare, il tuo non lo sa...» distolsi lo sguardo, cercando di ragionare. «Il mio è fermo.» Rimase impassibile. Nessuna emozione. Nessun atteggiamento. C'erano solo i suoi occhi immensi e le sue labbra socchiuse. «Beh, fallo ripartire allora.» Scrollai le spalle. Scoppiò a ridere, ma poi tornò serio, «Ci vorrebbe una spinta forte.» Accennò una smorfia con il naso. Così approfittai della situazione e lo spinsi facendolo indietreggiare di poco. Lui mostrò un sorriso divertito, ma allo stesso tempo dolce. «Così va bene?» Chiesi poggiando le mani sui fianchi. «Non ci provare. È duro come un martello.»

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